“Chi, nella nostra diocesi, si incammina con impegno e umilità nel percorso indicato, lasciandosi ‘plasmare’ dalla grazia del Signore, giungendo attraverso il discernimento personale e pastorale a riconoscere di avere maturato le condizioni segnalate, può essere riammesso, dopo l’assoluzione sacramentale, alla mensa eucaristica nella propria comunità”. È questo in sintesi il cuore della nota pastorale sull’attuazione del capitolo VIII di Amoris Laetizia presentata il 14 febbraio dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni. Al suo fianco il delegato diocesano per la Pastorale della famiglia, don Luigi Savoldelli. Il documento riprende dall’esortazione apostolica Amoris laetitia il percorso di accompagnamento e discernimento che viene affidato ai fedeli in condizioni di “irregolarità” in dialogo con i loro sacerdoti. Quattro i passaggi richiesti: “la verifica della propria vita cristiana”; “un atteggiamento di umiltà e consapevolezza della propria condizione irregolare”; “un pentimento sincero per il fallimento del precedente matrimonio, con la verifica anche delle responsabilità e dei doveri che da essi derivano, nei confronti del coniuge e di eventuali figli”; infine, il punto più delicato, “la verifica dell’irreversibilità morale, oltre che pratica (ad esempio per la presenza di figli nati dalla nuova unione o accolti dalla precedente) del nuovo legame di tipo coniugale”. Quello indicato, sottolineano dalla diocesi di Como, è un “percorso impegnativo e dinamico, sempre attento alla condizione della singola persona e al bene che qui e ora essa può e deve compiere”. “Concretamente – si legge nella nota – ciò significa che non necessariamente il cammino di discernimento avrà come esito unico e scontato la riammissione ai sacramenti”. Per aiutare le coppie e i sacerdoti diocesani in questo percorso il vescovo ha istituito un “servizio diocesano” per le situazioni di fragilità familiare che, in coordinamento con l’Ufficio per la pastorale familiare, “possa favorire la formazione degli operatori, rispondere a eventuali dubbi e offrire consulenza ai fedeli che volessero chiarire la propria posizione”.
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