Pax Christi Italia ha appreso che “il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Intesa tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze armate”.
Per ora le scarsissime notizie al riguardo non depongono a favore  di un buon risultato a proposito della smilitarizzazizone dei cappellani per la quale Pax Christi da molti anni ha sollevato la questione. (…)
Pax Christi si augura che ci sia ancora possibilità di modificare questa intesa il cui contenuto sarà sottoposto alla firma delle due parti, Stato e Santa Sede, e dovrà essere recepito con apposito disegno di legge. Rinnova la sua disponibilità a riflettere insieme e a contribuire alla definitiva stesura dell’intesa in modo limpido e sinodale, anche per evitare si ripeta quanto è successo con la nomina di Papa Giovanni XXIII a patrono dell’esercito italiano.  (…)
A 25 anni dalla sua morte, ricordiamo le parole di don Tonino Bello, che intervistato da Panorama il 28 giugno 1992 sui cappellani militari, si dichiarava sensibile soprattutto ai costi relativi alla credibilità evangelica ed ecclesiale.
Per lui, e per noi, è necessario mantenere un servizio “pastorale” distinto dal ruolo militare. “Accade già nelle carceri”, osservava: “non si vede per quale motivo non potrebbe accadere anche nelle forze armate. Cappellani sì, militari no”.
Firenze, 14 febbraio 2018
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