«È l'ambizione che divora i giovani,
che non gli fa fare l'amore in pace con le loro ragazze,
che li fa rodere nell'indefinito tarlo della gloria,
che li fa girare nel sonno sempre distratti, e alla ricerca di un appunto,
che li fa accanire senza apprendere un mestiere,
che alla fine è la sostanza di tutto.
È perché anche questo non basta. 
I giovani vogliono farsela con quello che non si riesce a toccare.
Con le distanze che non si possono colmare,
vogliono immolare la loro vita a quest'Incommensurabile.
E quando anche arrivano a qualche risultato, non ce la fanno a godersela.
Li frega l'affanno.
Si poteva fare di più, e meglio, o semplicemente si poteva fare ancora.
L'insoddisfazione li fa andare avanti e gli mette una mina dentro.
Bisogna farsela invece la soddisfazione. 
Occorre non rimanere soli,
non allenare con le proprie mani elevate e mondate dei mezzi uomini, degli storpi, degli incapaci di amare, divorati dalla bellezza e dal tempo perduto».
Vinicio Capossela