Mendicanti in cerca di una scintilla di senso 
di Nunzio Galantino 
Sentirsi riportare al centro. Al centro della propria vita e delle proprie progettualità. (...) La mendicanza: una condizione vera, reale e dura da sentirsi addosso. Eppure essa corrisponde esattamente a ciò che siamo, specie nel nostro mondo occidentale. 
Mendicanti, sì. Ma attenzione, mendicanti non di ciò che ci serve per sopravvivere, ma di ciò che ci può far vivere. La nostra povertà è, ancor più spesso che materiale (anche se i bisogni di milioni di fratelli sono anche di questo tipo), una povertà esistenziale. È povertà di relazioni. Quelle vere. È povertà di senso. Quello che, a volte, spariglia le carte della vita; ma che, ritrovato, riscalda il cuore e rimette in moto la volontà. 
Dopo aver concesso troppo spazio a desideri inessenziali ed effimeri, abbiamo perso il contatto con ciò che ci serve davvero: la gioia di vivere, la bellezza di essere parte dell’esistenza e, per chi crede, la fiducia di essere figli di un Dio che ci ama, liberi e liberati. Questa è la luce. Questo è ciò di cui andiamo cercando le tracce, viandanti a mano aperta, in cerca di una scintilla di senso. (...) Quella che ti accompagna senza accecarti; che ti permette di non perderti senza dispensarti dal cercare e, dopo aver trovato, ti spinge a cercare ancora. (...) Dov’è che Gesù si fa trovare da Risorto? In un giardino dove incontra la Maddalena; sulla strada, quella che percorre con i discepoli di Emmaus, gente delusa per aver investito la propria vita su un “perdente”, almeno fino a quel momento. Si fa trovare in una casa, quella dove si erano ritirati i discepoli impauriti e indecisi sul loro futuro; sulla riva del mare dove prepara il pesce arrosto per i suoi apostoli. Un giardino, una casa, una strada, la riva del mare. (...)
in “Il Sole 24 Ore” del 7 aprile 2018