« (...) Non di rado coloro che hanno qualcosa da rimproverare al re, ai principi, ai profeti e al popolo vengono definiti «traditori» dalla maggioranza della propria gente e da chi la governa. Data una rapida occhiata a quella categoria lì, di quelli che sono sempre pronti a puntare il dito, nella Gerusalemme di duemila anni fa e più, di coloro che ce l’avevano con il profeta Geremia, mi sono sentito proprio a casa… 
"Chi è il traditore?" è una domanda che mi turba sin da quando ero bambino. Sono stato chiamato "traditore" tante di quelle volte, in vita mia. La prima è successo quando avevo appena otto anni, l’ultima spero che debba ancora venire. "Chi è il traditore?" mi domando. (...) Talvolta, agli occhi di coloro che non cambiano e non sopportano il cambiamento, che non capiscono il cambiamento, che hanno una paura tremenda del cambiamento, che odiano coloro che cambiano, il traditore è semplicemente la persona che cambia, che è capace di cambiare. (...)
Ogni tanto, solo ogni tanto, il traditore è colui che ama veramente. "Fedeli sono le ferite di chi vuol bene" (Proverbi 27, 6)».
Amos Oz, La Stampa 21.06.2018 - leggi tutto l'articolo:
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