«Camminavo perduto nella mia musica, quando li ho incontrati. 
Insieme avranno fatto un secolo e tre quarti. Lei vestita più leggera, con un cappello di paglia sulla nuca e un bizzarro prendisole; lui col giubbotto e le spalle ben coperte (so da mio padre che a quell'età il gelo filtra nelle ossa, anche in piena estate). A passi corti, avanzavano sotto il sole già più lieve di settembre, mano nella mano. 
Non visto, ho scrutato a lungo l'incedere lento delle loro figure, l'una accanto all'altra, quasi confusa nell'altra - ed è stato impossibile non venire sopraffatti da tanta tenerezza.
Ho pregato gli dèi che quei loro passi insieme fossero baciati dall'eternità».
Mario Domina, post del 3.9.2018