Tranquillità. Se la felicità diventa duratura 
di Nunzio Galantino
(...) Vi è chi fa derivare la parola tranquillità dal termine latino tranquillitas/atis, composto dal prefisso trans (oltre) e quies/etis (quiete). Questo etimo descrive la tranquillità come una serenità superlativa, da riconoscersi a stati d’animo davvero speciali. (...) E' importante sottolineare il valore del prefisso trans. Esso ci dice che la tranquillità è una conquista esigente. Non è un generico “non darsi pensiero”, magari prendendo le distanze dalla vita o vivendola con indifferenza e leggerezza. Per vivere tranquilli non sono sufficienti gli ameni sedativi che in abbondanza e al prezzo di un rotocalco vengono spesso somministrati. La condizione di tranquillità esige un’equilibrata disciplina delle passioni (Democrito) e il coinvolgimento di tutta la persona, chiamata a pensare in grande e a coltivare sogni. Tutto in un quadro di realismo e di disponibilità a investire interiormente e mentalmente molto e sul lungo termine. (...) La tranquillità è uno stato d’animo duraturo: non è di per sé una meta, è piuttosto un modo di camminare verso una meta. Questo fa sì che la persona tranquilla non si senta mai arrivata, senza essere però sopraffatta dall’ansia. È consapevole che «la felicità è come una farfalla: se l’insegui non riesci mai a prenderla, ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te» (N. Hawthorne). (...)
in “Il sole 24 Ore” del 26 maggio 2019