Gli sbagli su Dio 
di Raniero La Valle 
«Care amiche ed amici, se c’è una cosa che papa Francesco sta facendo da quando ha messo piede sul balcone di san Pietro per prendere in mano la Chiesa, è di dire ai fedeli e ai non fedeli, ai cristiani e ai seguaci di ogni altra religione, ai poveri e ai ricchi: state attenti, non vi sbagliate su Dio. Perché se vi sbagliate su Dio vi sbagliate sul mondo, sulla società, su voi stessi. Né è un rimedio non credere in Dio, perché c’è sempre un idolo pronto a fare le stesse funzioni di Lui. 
Quante tragedie, andando indietro nella storia – e anche oggi – si scopre che sono state provocate da una falsa cognizione di Dio? Gelosie, diseguaglianze, machismi, vendette, guerre sante, crociate, schiavitù, inquisizioni, genocidi, respingimenti, terrorismi, scomuniche, annegamenti, e sempre un Dio a giustificarli, un Dio geloso, maschilista, vendicatore, giudice, padrone, re della terra, signore degli eserciti, despota delle anime e dei corpi; e ci sono santi anche famosi che si potrebbero citare a supporto di molte errate rappresentazioni di Dio. 
Gesù è venuto a correggere questi sbagli, alcuni vecchi di secoli, a spiegare e svelare la vera figura di Dio, a “farne l’esegesi”, come dice l’evangelista Giovanni. E non a caso lui era esattamente l’opposto di queste cattive rappresentazioni del Padre, offrendosi lui, Figlio, come criterio di riconoscimento, facendosi umano, facendosi servo, per amore, soltanto per amore, fino alla morte e alla morte di croce. 
E se lui ha fatto questo, che cosa dovrebbe fare un papa che parla a nome di lui, e che cosa anche ogni semplice cristiano? 
Ma guai a chi toglie di mano al prepotente, al bugiardo, all’omicida, il Dio che gli serve. Senza l’accecamento del popolo, il tiranno è perduto. Per questo il papa è odiato da molti. (....) Non è vero che la Chiesa è polarizzata tra una falange che attacca il papa e una minoranza che mal lo difende, ma c’è un immenso popolo di fedeli, più numeroso ormai nel resto del mondo che in Europa e negli Stati Uniti, che con papa Francesco vive in perfetta pace le meraviglie di Dio, oggi annunciate in modo nuovo: come dicono gli Atti degli Apostoli, mentre “quelli di lingua greca” tentavano di uccidere Paolo, “la Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria, si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero”.
Non c’è dunque da prendere il lutto per la Chiesa né pensare che per difenderla non ci sia altro che pregare, smettendo di pensare alle riforme necessarie, all’aggiornamento (...) La vera difesa è ascoltare e seguire il papa in questo suo quotidiano annunzio di Dio, in questo suo togliergli di dosso maschere e travestimenti, in questo liberarlo – come diceva Turoldo - dal “carico di errate preghiere”». (...)
in “www.chiesadituttichiesadeipoveri.it” del 7 dicembre 2018