«La bontà è quindi la prerogativa di Colui che gode nel fare per primo il bene, nel suscitare solo e sempre bene attorno a sé. È, la bontà, una qualità creativa: «Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona...» (Gen 1,3-4). Dopo aver creato ogni cosa, il Signore ha detto: è cosa buona. La nostra bontà non è se non una partecipazione, nello Spirito santo, della caratteristica divina, e per questo è bella, creativa, affascinante, capace di suscitare una società nuova. E, ancora, la disposizione a promuovere il bene altrui come proprio; sono buono quando considero che il bene dell'altro è mio e perciò lo voglio volentieri, spontaneamente, con il cuore, senza bisogno di essere soggetto a un imperio, a un comando, a un esame. La bontà è insomma fonte sorgiva di azioni benefiche e salvifiche».
Carlo Maria Martini, Il frutto dello Spirito nella vita quotidiana, 26