«Proprio coi pastori comincia la serie delle sconcertanti sorprese evangeliche. La novità cristiana viene annunziata, diventa proprietà di quelli che stanno «fuori».
E quelli che stanno « dentro », quelli che appartengono all'istituzione, saranno continuamente confusi da questo bizzarro comportamento del Signore.
I magi verranno da fuori. Ed Erode, che appartiene all'istituzione, saprà da questi stranieri della nascita del «re dei Giudei».
Gesù avrà dodici amici, i primi capi della sua Chiesa. Ma a portare la croce non saranno gli apostoli, bensì un uomo che viene da fuori: Simone di Cirene.
Il Cristo si rivelerà come il Messia a una donna di Samaria, una donna che non appartiene alla razza ebraica, una donna esclusa dalla promessa, una donna che viene di fuori, una donna la cui condotta non è certo esemplare.
L'illustrazione vivente del « comandamento nuovo » verrà offerta non da un sacerdote né da un levita, ma da uno venuto di fuori, uno scomunicato, il Samaritano.
«E il primo a salire in cielo con il Cristo, il primo santo cristiano, è un assassino che non aveva mai sentito parlare del Cristo».
Dunque, i pastori hanno la precedenza assoluta. E non la cedono a nessuno. «Si dissero fra loro: "Andiamo, dunque, fino a Bethlemme e vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere"».
Gli «esclusi» sono ammessi a contemplare, a prendere possesso del Dio fatto carne».
Alessandro Pronzato, Vangeli scomodi, 29