Fare pulizia nei nostri spazi. Letteralmente
di José Tolentino Mendonça
«Una volta udii dalla bocca di un monaco che il modo più rapido di adattarci a una nuova situazione è di prendere una scopa in mano. Raccontava con realismo che nel corso della sua vita tutto gli era costato fatica: arrivare a un nuovo monastero, avviare un nuovo ciclo, una stagione differente, iniziare una nuova tappa del cammino.
Ma che in ciascuno di quei momenti la scopa (nel senso letterale o figurato) gli fu, più di ogni altra cosa, l’indispensabile facilitatrice. Mi soffermai a rifletterci sopra. È un importante apprendistato quello che ci fa preferire la scopa alla sedia, alla cella o allo scettro. Quello della scopa è un registro umile, è vero. E non di rado lascia disarmate tanto le nostre aspettative e le idealizzazioni da cui siamo partiti quanto le ben ordinate disposizioni del protocollo sociale. La conoscenza, però, che essa ci offre è immediata, evidente, concreta, concentrata sul minuscolo, attenta ai dettagli, aderente allo spazio dell’esistenza e al suo ritmo quotidiano. Possiamo conoscere una data realtà in molte maniere, ma non la conosceremo mai in modo così preciso come quando le dedichiamo tutta la nostra cura. È il prendersi cura, in fondo, che consente di conoscere. I piani che noi andiamo ordendo da un punto di vista più teorico o più distanziato – come esige, per esempio, una lettura critica – hanno sicuramente la loro rilevanza e opportunità, ma non possiamo dimenticare che, di per sé, sono solo mappe approssimative. Le idee valgono molto; tuttavia non valgono da sole.
Necessitano di quegli adattamenti che soltanto la prova della loro applicabilità può garantire. Una relazione più piena, più dialogica, più incisiva prende inizio quando, in un gesto minimo come quello di prendere in mano una scopa, passiamo dalla posizione di spettatori a quella di attori. C’è un sapere che ci viene unicamente dalla volontaria dedizione al servizio. In momenti differenti della nostra vita, quando non ci appare chiaro quello che possiamo fare o da dove incominciare, mettiamo allora mano a una scopa.
La scopa ci sporcherà le mani e ci insegnerà così un’infinità di cose alle quali difficilmente avremmo accesso in altro modo». (...)
Avvenire, 17.09.2019