Il percorso di discernimento proposto dal metodo di papa Francesco si basa e si ispira al "metodo" del Dio di Gesù Cristo: la creazione ha significato anzitutto inventare quello che noi chiamiamo "tempo", con la sua caratteristica di dinamicità, spostamento, progressione, gradualità, crescita.
E così si è "mossa" la Parola di Dio incarnata in Gesù Cristo: lungo la storia, dal concepimento alla morte in croce e poi nella vita nuova, risorta.
Le creature, però, hanno travisato questa dinamica, confondendola con assenza, imprecisione, lentezza... accusandola di attendismo.
Altri ne hanno approfittato per starsene con le braccia conserte, in un'attesa passiva.
Alcuni, poi, hanno pensato di prendersi gioco di questo metodo di Dio (ben rappresentato da papa Francesco) e hanno proseguito sulla loro strada fatta di princìpi, leggi fisse, "verità" astratte, ideali astorici... credendo di non modificare nulla.
Così è capitato con la colpevole dimenticanza dell'enciclica programmatica "Evangelii Gaudium".
Così è capitato nella diocesi di Milano durante il cammino sinodale sui temi della buona notizia dell'amore familiare, che ha portato alla esortazione apostolica "Amoris Laetitia": l'arcivescovo Scola e quelli che lo attorniavano hanno scelto di non accettare questo metodo, di non spostarsi dalle loro posizioni, di non camminare e di non far camminare il popolo di Dio.
E così ci troviamo ancora fermi, impreparati... e con le stesse persone ai loro posti di comando.
Ma il popolo di Dio è più ampio e chiede un cambio di passo reale, concreto, storico.
don Chisciotte Mc, 14.02.2020