Nella mia insopprimibile vena di bastiancontrario, mi tirerò addosso una carriolata di sassi dicendo quanto segue: non concordo con l'espressione "Andrà tutto bene".
Lo so che non si possono mettere tutti i puntini su tutte le "i" (ma forse sarebbe doveroso);
so anche che per natura sua uno slogan non riesce a dire tutto e ha nella brevità la sua arma vincente...
... ma mi pare evidente che non stia andando tutto bene. Neanche tutto male, è vero, ma nemmeno tutto bene.
E la voce verbale al futuro non dribbla il problema: il primo che l'ha coniata come tag, l'ha fatto giorni fa. E il giorno dopo - il "micro-futuro" di quella prima ora - è andato tutto bene? E il giorno seguente? E oggi, a distanza di settimane?
Mi avete capito: mi metto nei panni di chi quel giorno aveva dei parenti e degli amici e ora (ora no, non può... diciamo un giorno futuro!) dovrebbe andare a trovarli al cimitero; di chi vorrebbe andare a fare visita a persone malate e non può; chi fa turni massacranti nelle corsie e chi sta sveglio per tentare di dare una linea a questo Paese.
Sì, certo, alla fine di tutto, quando tutto ricomincerà in condizioni nuove (e mi riferisco alla vita eterna) si potrà dire che sarà andata bene... ma non tutto.
Apprezzo molto di più questo Signore che ai suoi, entusiasti per miracoli e folle esultanti, con estrema onestà dice ai suoi: «Guardate che il Figlio dell'Uomo sarà consegnato, crocifisso e morirà».
A malincuore, ma devo dire che non andrà "proprio tutto" bene.
don Chisciotte Mc, 200312