Oggi è il "San Patrick Day", annuale memoria del vescovo patrono di Irlanda. Solitamente occasione per trovarsi in piazze e pub, quest'anno sarà vissuta in modo diverso. Cosa ci mancherà? Ci si potrebbe scrivere in chat, sentire al telefono o vedere in videoconferenza... Lasciatemi dire una banalità, oggi: ci manca l'esercizio dell'olfatto, del gusto e del tatto. L'odore della birra, del tabacco da pipa e delle barbe; il gusto della sorsata e del salato che l'accompagna; la mano sulla spalla, le dita che afferrano il boccale o la pinta. Chi - da queste poche parole - sentirà riattivare i sensi citati? Solo chi c'è stato in quei pub e ha vissuto quei momenti con tutto se stesso. «Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato... noi lo annunziamo» (1Gv 1,1.3). Chi sentì il profumo dell'alito e del sudore di Gesù; chi avrà toccato il calore e la ruvidezza della sua pelle; chi avrà assaggiato il pesce pescato e il suo pane... cercherà tutti i modi (la bocca, le mani, gli occhi, il pane...) per provare a tramandare quelle irraggiungibili Bellezza e Verità della di Lui persona e - in essa - della propria. Grazie a Dio (!), Gesù il Cristo non è un "messaggio" da comunicare e io non sono un neurone.
"Sláinte na bhfear agus go maire na mná go deo!" (brindisi in gaelico: “Salute agli uomini e possano le donne vivere per sempre”).
don Chisciotte Mc, 200317