«Non c’è nessuna paura ad affermare che oggi, in questa epidemia, comandino la scienza, la tecnologia e la politica. Perché loro possono guarire o trovare soluzioni razionali per tutti o per la maggior parte. Perché hanno alle spalle regole e certezze, perché parlano con l’autorità della Costituzione. Perché a loro, alla scienza e alla politica possiamo chiedere conto di ciò che fanno davanti a tutti. Mai come in queste circostanze il potere della fede e del clero si aggiunge e non può sostituirsi al potere civile. È così e talvolta non è un male. Il futuro del cattolicesimo passerà anche da una chiara presa di coscienza di essere dentro la complessità della vita contemporanea, non a parte» (Giuseppe Tognon, S.I.R., 17.03.2020).
Gli "eroi" di queste settimane sono tutti coloro che operano nel mondo della sanità; sono gli statisti (termine antico, ma sta bene ad indicare gli uomini che hanno senso dello Stato ed agiscono per il bene di tutti) che operano notte e giorno per prendere decisioni difficilissime; chi non si deve fermare dal lavorare perché dedito ai rifornimenti e alla distribuzione di cibo, alle reti tecnologiche, alle utenze, ai servizi bancari, all'azione di ordine pubblico.
Quando tutto sarà finito (perché un giorno tutto questo finirà), saranno loro ad essere festeggiati. Giustamente!
Ci manca, però, qualche "autorità morale" che aiuti a vivere il tempo, a districarne il senso, oltre le tecnicalità e le disposizioni di leggi e regolamenti. Se guardiamo i programmi tv o seguiamo i social, non troviamo dei "cercatori o indicatori di senso", al di là di papa Francesco. Magari sentiamo impolverati "guru" del buon senso o inutili ripetitori di notizie sapute; riceviamo improponibili "catene" di devozioni stantìe o frasi consolatorie... che fanno cadere le braccia, non convincono e non reggono il passare dei giorni.
Senza nostalgia né gelosia - e lo sottolineo: senza nostalgia né gelosia - non saranno ringraziate né festeggiate le comunità cristiane, invisibili, a meno che saranno state capaci di offrire e tenere relazioni (anche "a distanza") qualificate e vitali. Sì, ci sono tanti preti che si rendono presenti con video e registrazioni e io li guardo (e forse li invidio)... ma ci mancano i video di papà, mamme, giovani, ragazzi, nonni... credenti che vivono, suggeriscono, consigliano una vita cristiana ordinaria, "da casa", coi suoi scleri, le difficoltà, le bellezze. E annunciano una vita piena di senso, anche così.
don Chisciotte Mc, 200317