E' tornata di moda un parola ormai desueta e ostracizzata: "regola" (addirittura al plurale!).
Mi è tornata alla mente la prima e principale e originale regola di Gesù: "Pregate, pregate, pregate!". Ops, mi sono sbagliato! Lui non ha detto così.
Ha detto: «Amatevi gli uni gli altri, al modo in cui io vi ho amati» (cfr Gv15).
Allora perché da tante parti del mondo cristiano rimbalza questo verbo: "Pregare!»; «Pregate!»; «Preghiamo!»?!
Sicuramente i geniacci della spiritualità mi diranno che 1. "Solo Dio ci può salvare"; 2. "Meno male che c'è la Madonna"; 3. "Bisogna intendersi su cosa vuol dire pregare...".
Sì, tutto vero, ma intanto risuona sempre (direi: come un "mantra"!) il verbo "pregare", col suo inevitabile strascico color... - purtroppo - color simil-magia, pseudo-superstizione, voglia-di-miracolo.
Ve la ricorderete la considerazione amara di un medico chirurgo, anni fa: "Se un paziente grave muore, è colpa mia; se guarisce, dite: "Grazie a Dio!".
Ecco, io preferisco dire: "Amiamoci!". E questo racchiude mille cose: "Ti penso - Leggo un libro bello per dedicarti poesie - Penso di suggerire a mio figlio di fare il medico o lo psicologo - Cerco di conoscere di più il Vangelo e magari ne leggo uno dei quattro! - Oggi un segno di croce ci sta - Tra mille video di oggi, uno anche di quelli intelligenti - Mi sa che oggi telefono alla nonna - Se trovo una mascherina e un paio di guanti adatti, mi unisco ai volontari che portano la spesa a casa di chi non può uscire - Visto che a pasquetta non andiamo al ristorante, offro quella cifra per un ospedale - Parlo di te al Signore Gesù - Metto a posto l'armadio dei vestiti - Stasera lavo io i piatti - Scrivo a mano una lettera per il mio ragazzo - Riprendo in mano quel libro di don Tonino Bello...".
E faccio tutto questo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
O magari non me ne accorgo che lo sto facendo "in nome loro" dei "Tre", ma tanto... "lo avete fatto a me", dice Gesù (cfr Mt 25).
don Chisciotte Mc, 200402