Gli "addetti al culto" continuano a dimostrare che non hanno intenzione di far partecipare la "gente" (che - detto in termini precisi - è il santo popolo di Dio) ai loro riti e quindi la "gente" non riesce a pregare in questa forma.
Questa constatazione non è per me facile da accettare e mi addolora tantissimo. Ma non è la prima volta nella storia e non sarà l'ultima.
E allora il santo popolo di Dio cosa fa? Riascolta la vicenda di Gesù, la sua rivelazione (la pagina di vangelo di oggi, per esempio: "Perché continuate a cercare tra queste forme morte Colui che è vivo, è in continuo movimento, è già Altrove...?!"). Lascia gli "addetti al culto" a fare quello che vogliono - così come piace a loro - e si rivolge ad altro: la maggior parte non celebra più quei riti lontani, incomprensibili, irraggiungibili, riservati a iniziati; pochi stanno aggrappati alla Bibbia come alla Roccia e lasciano che sia essa ad indicare la strada come una lampada; alcuni - chiamamoli devoti - "inventano" altre forme di preghiera: rosari, reliquie, processioni, immagini sacre... Qualche volta esagerano, ma non è certo loro la colpa. No, non è loro la colpa.
don Chisciotte Mc, 200412