Come quando andarono alla ricerca dell'anima facendo la dissezione di un cadavere... e non la trovarono, giustificando così uno sguardo ridicolizzante circa la sua esistenza... 
così potremmo ridomandarci: "Dove andiamo a cercare ciò che stiamo cercando?". E, ancor prima: "Cosa cerchiamo ora, in questi giorni?".
Dissezionata fin nel midollo la religiosità dei territori italiani (tolte le più di 8000 processioni dei giorni di Pasqua; constatata la inefficacia - almeno quella visibile e auspicata - delle richieste pressanti ai patroni e alle immagini considerate "potenti" nel liberare dal male...), cosa abbiamo trovato?
E' stata mandata a gambe all'aria la frase: "Si è sempre fatto così!"; perfino i riti "ufficiali", secolari della Settimana Santa... quest'anno non si sono fatti come si era abituati a farli (nonostante alcuni miopi "addetti al culto" abbiano indossate le mascherine sugli occhi e abbiano fatto come se nulla fosse cambiato... pensando magari che Dio non si sarebbe accorto e non si sarebbe sdegnato di qualche - blasfemo ai loro occhi - cambiamento!).
E cosa è successo a non "farli" come si è sempre fatto? Forse che la memoria dell'evento pasquale di Gesù ha avuto meno profondità? Forse che il santo popolo di Dio ha smarrito la fede? Forse che il sole si è eclissato definitivamente e la luna è scomparsa?
Mi fa soffrire e mi urta sentire quel modo di esprimersi di tanti "uomini di chiesa" che fa capire che valutano le forme di preghiera in casa come transeunti, di passaggio, un espediente, un giochino... ai loro occhi tutte cose di poco conto, tutte sbiadite di fronte all'unico gesto importante, l'Eucarestia.
Stiamo perdendo una chance: riconoscere dignità a quanto solitamente chiediamo ed auspichiamo, cioé leggere il Vangelo, vivere la vita quotidiana come cristiani, pregare fuori dalla chiesa, valorizzare i trent'anni della vita di Gesù a Nazareth...
L'anno prossimo torneremo a celebrare tutto come prima della pandemia? Con la famosa arte del copia-incolla, giustificata dall'archeologia liturgica e da una teologia a-storica e anti-storia?
Io spero proprio di no e invoco lo Spirito del Consiglio e della Sapienza, chiedendo di essere docili alla sua azione su noi e con noi.
don Chisciotte Mc 200410