"L'empatia. Sentire il dolore dell'altro come nostro. La cosa più difficile da imparare, quella di maggior valore che ci sia concesso di sentire" (A.H. Vachss).

«Ha condiviso in tutto eccetto il peccato, la nostra condizione umana (Cf. Eb 2,17), fino alla quotidianità più dimessa. Ha provato fame e sete, lavoro, stanchezza e sonno; ha conosciuto gioia e pianto, compassione e paura, amicizia e sdegno, sorpresa e meraviglia, tristezza e solitudine, tentazione spirituale e tortura fisica. È cresciuto «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52); ha imparato l’obbedienza attraverso quello che ha sofferto (Cf. Eb 5,8). Con la morte e la risurrezione ha portato a compimento la sua crescita di uomo» (CEI, Catechismo degli adulti (1995), n. 299).
 
Non la trovo proprio, questa empatia, in tanti ecclesiastici.
don Chisciotte Mc, 200421