Ieri ho fatto girare una lettera-sfogo di don Paolo Steffano. Non posso dirmi contento che sia stata "apprezzata" e che abbia trovato sostenitori. Facebook concede sei tipi di reazione e tutti sono ambigui.
Non mi va bene mettere "Mi piace", perché non può piacere se un prete è sotto pressione; non può piacere se è "costretto" ad esprimersi con toni forti; non può piacere se tra fratelli di fede e compagni di ministero si debbono fare commenti aspri.
Si dovrebbe mettere "Sigh", con le lacrime. Ma non ad indicare che si piange per "un povero prete che si permette di dire queste cose", bensì bisognerebbe piangere perché la situazione è proprio quella descritta. E piangere perché certe cose le abbiamo fatte presenti tante volte e non siamo stati ascoltati (se non per indisponente formalità), noi che per ministero dovremmo essere i primi consiglieri del vescovo. Si dovrebbe mettere "Sigh" perché quando un confratello presbitero sclera, si esaurisce, lascia il ministero o si suicida... la reazione dall'alto è sempre: "Sono questioni personali e non sarebbe giusto entrare nell'intimo"... e così si zittiscono coloro che cercano di aiutare sul serio o capire come fare affinché questi eventi funesti non si ripetano.
Si potrebbe mettere "Grrr" perché si confondono le cause con gli effetti: un uomo, un credente, un prete che lavorano tutto il giorno e si debbono fermare per gridare un istante il loro disaccordo sono stati spinti a farlo e non sono loro la causa del malessere. "Grrr" perché chi è chiamato in causa non si sofferma a discernere e fa di ogni erba un fascio, mettendo tutti questi segnali nella categoria "sfoghi, disubbidienze, lamentele, stress, leoni da tastiera & C.". "Grrr" perché troppi, troppi, troppi interventi che hanno l'etichetta della ufficialità ecclesiastica sembrano scritti in un altro tempo, per un altro tempo, disincarnati, freddi, asettici... e scritti male. "Grrr" perché nessuno dei titolati dice: "Scusa, ho sbagliato", perché tanto hanno le spalle coperte, sono intoccabili, presumono pure di avere il manto della protezione divina. E nessuno ci dirà mai se qualcuno è andato a riprendere e correggere il vescovo X (se non capite il nome, ve lo scrivo!) per quello che ha detto in video, e nemmeno lo scribacchino Y che ha steso in tutta fretta un testo pietoso. Come ho invocato e invoco che facciano con me: mi mostrino il mio errore e non dicano semplicemente: "Sei troppo avanti! Corri troppo". Con una Chiesa gerarchica indietro di 200 anni, il semplice fatto di esistere nell'oggi può sembrare che vuoi correre avanti! Nel piccolo della mia esperienza, tante cose le ho viste avviate e realizzate in modo sapiente e creativo qualche decennio fa, qui e non in un'altra parte del pianeta! E le ho viste anche lasciate cadere per incapacità e negligenza.
Si potrebbe scegliere di commentare con la emoticon del "Wow". "Wow" perché i fedeli (donne e uomini; di qualsiasi ceto, estrazione, cultura; teologi, ministri ordinati, religiosi; lavoratori e professionisti di ogni tipo; disoccupati... e tutti gli altri!) ancora credono e amano, nonostante le lacune formative in cui sono stati lasciati; nonostante la ignoranza disarmante di tanti che dovrebbe conoscere il Vangelo, la Tradizione, la Teologia, la Liturgia; nonostante le avversità della vita; nonostante le confusioni imbarazzanti di chi dovrebbe fungere da guida. "Wow" perché - pur pochi che siamo - abbiamo radicato nel cuore che la santità è di tutto il popolo di Dio e l'autorevolezza del munus di sacerdoti-re-profeti è di ciascun battezzato, anche se non lo fanno mai vedere o parlare nei video, nei comunicati ufficiali e viene interpellato raramente. "Wow" perché lo Spirito - è una promessa! - soffia dove vuole e non sai da dove viene e dove va. E non lo si imprigiona negli uffici o nelle chiese.
Che emoticon darei a uno scritto come questo mio? Non bastano le emoticon di FB. So già che mi diranno ancora che sono arrabbiato con le autorità... potrò forse smentirlo? Potrò rettificare la valutazione della mia reazione, precisando che sono indignato? L'indignazione è un peccato? Sbaglierà forse chi mi condirà via dicendo che sono un idealista? Continueranno ad essere ciechi e sordi verso i cuori feriti... e faranno i meravigliati di fronte ad alcune scelte, conseguenze delle loro.
don Chisciotte Mc, 200430