Tutto tornerà come prima (accidenti!) - 1

Tardo pomeriggio di un soleggiato sabato primaverile. Il lock down è stato allentato da qualche giorno. L'aria profuma di fecondità. Il take away dei bar attira tanto: bicchierino di caffè e coppetta di gelato. Le gambe vogliono andare.
La chiesa è aperta. Braccia slanciate proprio verso quel viale animato. All'interno l'esposizione eucaristica. La gente passa, va ovunque... tranne che in chiesa. Forse nemmeno coloro che invocano la ripresa delle messe (domenicali... ma oggi è sabato!) passano a fare silenzio, a ritrovare il luogo dedicato all'incontro della comunità col suo Signore.
Sguardi impauriti ad attraversare la strada sulle strisce, per il rischio di essere travolti o insultati; mascherine che nascondono le emozioni; scatti veloci per scansarsi e non sfiorarsi... né fuori né dentro.
Esattamente come prima della pandemia.
L'apostolo dal nome pregiudicato, nel vangelo (anche lui quello della domenica) tiene conto della nostra domanda: «Disse Giuda, non l’Iscariota, a Gesù: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?". Gli rispose Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui"» (Gv 14,21-24).
La fede non è questione di luogo (in questi mesi le chiese sono rimaste aperte, per chi - con le dovute precauzioni - avesse voluto passare a vivere lo spazio del "convenire" attorno alla Eucarestia), ma di amore. L'amore ascolta la voce e gioisce di ogni possibile via di relazione e di ogni attimo, senza contrapporre l'un modo all'altro.
Saranno il Padre e il Figlio a venire a coabitare, nello Spirito Santo.
Anche "dopo" sarà come "prima": la differenza la fa chi ama.
don Chisciotte Mc, 200509