Samuel Bak, Carried Away, 2017
«Dopo la celebrazione comunitaria di appena una settimana del Tempo pasquale, riprende quello Ordinario. Cosa ci dirà, reduci da tre mesi di “quarantena”? *Come ci troverà?*
Saremo *in cammino*, simili ai portatori di candela di Samuel Bak. Con aria preoccupata ci guardiamo indietro, perché ancora c’è sgomento e paura… Ma siamo capaci anche di guardare avanti e di continuare il cammino, pur feriti: si stacca un braccio, una gamba, un ginocchio è diventato strada, la portantina si è rotta: impossibile in queste condizioni camminare e portare un peso…
Eppure, ed è questa la *grande speranza*, si continua a reggere il cero pasquale, che la nostra fede ha acceso. E la sua fiamma si confonde con un cielo scuro e ventoso, ma incapace di spegnere quel fuoco di speranza. Sarà così il nostro Tempo Ordinario: il cammino dell’impossibile nelle realtà possibili, la testardaggine della speranza, più forte di ogni ferita!».
parrocchia San Bonaventura, Cadoneghe (PD)

«(...) Di fronte a certe notizie, di fronte alla situazione odierna, più che sentire il bisogno di camminare, si avverte il desiderio di fuggire: fuggire dalla realtà, che appare minacciosa; fuggire da se stessi; dagli altri, da convivenze diventate insopportabili. *Siamo uomini in fuga*. Simili ai portatori di candela di Samuel Bak. Alcuni indizi rendono evidente che i due qui ritratti stanno fuggendo da una minaccia terribile: il passo furtivo e l’aria preoccupata, soprattutto dell’uomo che sta dietro; il braccio del primo che sembra già staccarsi dalla mano e, allo stesso modo, la gamba dal piede. Il secondo guarda indietro e non s’avvede che la portantina sta sfuggendogli di mano, gli resteranno solo i bastoni. Tale e tanta è la stanchezza per la fuga che, anch’egli, perde un ginocchio, confuso ormai col terreno. Nonostante ciò, ed è questa la grande speranza, *si continua a reggere quella candela* (...)».
Gloria Riva, Avvenire, 21.03.2019