Ingenuità. Vivere la nobiltà d'animo
di Nunzio Galantino
(...) Derivata dal latino, l'ingenuitas era un termine legale nell'antica Roma. Indicava - come vuole la radice della parola, composta da in (dentro) e gignere (generare, nascere) - la condizione di una persona libera, nata all'interno della società romana e riconosciuta tale nel momento in cui il padre se la poneva sulle ginocchia (genua). Ciò ne faceva una persona naturale, nobile e sincera. Senza bisogno di imporsi e di guadagnare posizioni nella società. Era persona libera. Distinta dai liberti che erano, sì, liberi ma provenienti da una condizione pregressa di schiavitù. (...)
Nessuno oggi vuole essere considerato ingenuo. L'ingenuità è ritenuta una condizione di svantaggio. Come lo è ritenuto il lasciarsi andare ai propri sogni, scommettere su di essi, credere che tutto di valido può ancora accadere e che ci si può spendere per gli altri senza aspettarsi un ritorno. È ritenuto molto più appagante oggi vedersi ed essere riconosciuti come persone dotate di una buona dose di furbizia. Insomma la parola ingenuità non rimanda più alla condizione di libertà e di sincerità, dal momento che gran parte della cultura contemporanea considera una conquista lo stare al mondo in maniera astuta.
Non la pensa così Soren Kierkegaard, che vede nella perdita dell'ingenuità uno dei segnali allarmanti dell'imbruttimento e dell'imbarbarimento della civiltà moderna. Dopo aver scritto: «Non è affatto segno di maturità il perdere completamente l'ingenuità...», il filosofo danese, in un eccesso di fiducia nell'umanità, afferma: «All'esistenza umana sana e onesta appartiene sempre fino all'ultimo un certo momento di ingenuità». Il "momento di ingenuità" riconosciuto da Kierkegaard assomiglia tanto all'ingenuità schilleriana, che consiste nel saper vivere pienamente inseriti nella realtà senza perdere di vista l'ideale, senza rinunziare all'esercizio di una efficace difesa dalle avversità, dai nemici e dai furbi. Questa ingenuità è sinonimo di nobiltà, mai di dabbenaggine.
in "Il Sole 24 Ore " del 5 luglio 2020