"Quando si cambia un prete" - 3
Bisogna aver chiaro che l'obiettivo dell'azione del cambio di destinazione di un ministro ordinato non è il cambio stesso e - a rigor di termini - nemmeno l'adempimento formale del rispetto di una clausola dell'incarico (per esempio, una nomina a tempo). Non sarebbe neppure "normale" se lo spostamento fosse lo strumento più usato per "risolvere" inadempienze, incompatibilità, malefatte.
L'obiettivo è - ancora una volta - inserito nel grande "compito" della Chiesa: l'annuncio della Buona Notizia del Dio-con-noi, e - per fare questo - costituire la Chiesa in quanto corpo di Cristo, sacramento qui ed ora del Regno di Dio che verrà.
La domanda fondamentale resta dunque quella vocazionale: a cosa ci spinge lo Spirito Santo qui ed ora? In base a quali criteri corrispondere a Lui? Questa nuova destinazione costruisce la Chiesa e la fa essere evangelizzatrice?
La risposta non può che essere frutto di un discernimento comunitario: conoscere, soppesare, articolare tutto ciò che lo Spirito sta dicendo oggi a questa comunità; invocare la Sapienza e la determinazione per perseguire quell'obiettivo; raccogliere e dotare la comunità di tutte le risorse possibili affinché ci si avvicini a quell'obiettivo.
Tra queste, anche le caratteristiche di quel preciso ministro ordinato, disposto a mettersi al servizio dell'obiettivo identificato, condiviso e via via attuato.
don Chisciotte Mc, 31.07.2020