Essere ir-responsabili delle proprie azioni. Tra i segni principali del cammino di maturazione di una persona vi è la capacità di assumersi in maniera sempe più copmpleta le conseguenze delle proprie azioni, specie di quelle scelte più importanti, da farsi dopo attenta riflessione. E il discernimento in proposito non può non tener conto delle conseguenze che una azione ha (o potrebbe avere) non solo su di sé, ma anche su altri.
Per antonomasia, la responsabilità verso altri si identifica con le figure genitoriale ed educativa: l'azione del genitore ha una immediata e insopprimibile ricaduta sul concepito, sul piccolo, sul debole; analogamente anche quella dell'educatore. Tutte le figure educative devono essere consapevoli delle conseguenze delle loro scelte e - anche nel caso in cui si prendessero cura di sé - devono sempre dare il primato alla attenzione per tali conseguenze.
Tra i meno responsabili in questo senso, vi sono da sempre le persone che hanno potere: non hanno necessità nè obbligo di rendere ragione delle loro scelte e non si preoccupano delle ricadute di queste su terzi. Non per nulla sono definiti "superiori".
don Chisciotte Mc, 201006