AVERTI INCONTRATO
"Ho ricordi molto belli del Card. Carlo Maria Martini. Mi ha ordinato prete. Lo chiamavo ‘padre’ e a lui non dispiaceva. Tanti lo hanno amato, ammirato. Ancora oggi spesso risuonano in me le sue parole, i suoi insegnamenti. Ci aveva abituati a pensare alla grande, evitando di perdere tempo sulle minuzie e questa era già un importante discernimento. Aveva come motto episcopale una espressione di s. Gregorio Magno: " il vero pastore deve 'pro veritate adversa diligere et prospera formidanter repugnare': per amore della verità, amare le cose avverse e invece sentire piuttosto distacco, disagio, per le cose favorevoli" (omelia del 3.9.1982).
Sapeva infondere coraggio con grande realismo: “Un cristiano si distingue per il suo coraggio, per il coraggio che gli viene dalla fede. Sa che Dio lo guida e lo sostiene. E allo stesso modo Dio parla per bocca degli altri. Vale dunque la pena di ascoltare l’opinione altrui. I cristiani non temono il dialogo, cercano la collaborazione di persone di diverse fede e pensiero, di chi pone domande e di chi è insoddisfatto. Con loro, insieme e in concorrenza, i cristiani portano nel mondo luce, orientamento, guarigione, protezione, pace e gioia di vivere” (Conversazioni notturne a Gerusalemme. Mondadori, 2008, p.112). Ricordo le migliaia di giovani che riempivano il Duomo per la sua 'scuola della Parola': "Vorrei incoraggiare i ragazzi a scegliere e a non aspettare troppo a lungo. Chi non prende decisioni si lascia sfuggire la vita. Questo, al giorno d'oggi, è il pericolo più grande. In confronto, il rischio di prendere una decisione sbagliata che andrà corretta è assai inferiore. Chi ha coraggio rischia di sbagliare. Ma la cosa più importante è che solo gli audaci cambiano il mondo rendendolo migliore. Ai coraggiosi sono concessi amici sinceri" (Conversazioni notturne…, p.63).
Iniziava sempre un incontro invocando lo Spirito Santo e nella preghiera si preoccupava di riferirsi alla situazione concreta nella quale si trovava in quel momento: “O Signore, mostrami ciò che in me è disordine, confusione. Purifica il mio cuore, ordina i miei desideri, rettifica le mie intenzioni; affinché io scelga prima di tutto te, - Bene supremo e affinché io veda tutti gli altri beni che sono necessari a me e agli altri, per i quali bisogna lavorare. - Signore, tutte le cose del mondo sono belle, ma nell’ordine dell’amore che Gesù ci insegna, che tu, Gesù, nostro Messia, vero uomo e vero Dio, ci insegni con la tua morte e la tua resurrezione".
don Walter Magni, su FB 210218