"Tutti i vangeli raccontano della sepoltura di Gesù concessa a Giuseppe d'Arimatea da Pilato. Ma è solo il vangelo di Giovanni a raccontare che insieme a Giuseppe c'era Nicodemo: egli "venne portando una mistura di mirra e d'aloe, quasi cento libbre. Essi presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende di lino con aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso gli Ebrei". L'episodio è raccontato anche da Bach nella sua Passione secondo Giovanni.
La quantità di unguento era considerevole (circa 30 chili), ma è il gesto che importa, le mani pietose che hanno pulito le ferite, composto il corpo, che lo hanno accarezzato, profumato e avvolto con cura in un telo. Un gesto cui non avevo finora prestato sufficiente attenzione - di profonda pietà, tra i più belli della passione. Un gesto che richiama quello dell'unguento "sprecato" da Maria di Betania alla cena con Lazzaro appena resuscitato, quando Gesù dice "non mi avrete sempre".
La pietà è ciò che unisce i vivi e i morti".
Mario Domina, su FB 2.04.2021