#contemplazione

di Gianfranco Ravasi
"Tutto ciò che è geniale, eroico o santo procede dalla contemplazione".
Parola solenne e un po’ misteriosa è «contemplazione»: essa ha alla base il verbo latino contemplare che significa «osservare attentamente il cielo» e che a sua volta si fondava su templum. La convinzione era quella di trovarsi in un tempio cosmico la cui volta è il cielo stellato, le cui colonne sono i monti e i fedeli sono tutte le creature viventi. Non per nulla l’ultima riga del libro biblico della preghiera, i Salmi, finisce letteralmente così: «Tutto ciò che respira dia lode al Signore» (150,6).
Nello spazio mistico della contemplazione si colloca Simone Weil, straordinaria figura di ebrea francese affascinata dal cristianesimo, morta nel 1943 a soli 34 anni. È, infatti, nei suoi Quaderni che ci imbattiamo nell’affermazione che proponiamo in questi giorni estivi che sono tradizionalmente legati alla sosta delle vacanze.
La creazione geniale, l’atto eroico, la vita santa non germogliano dall’agitazione frenetica, dall’accumulo di esperienze e di immagini, dalle ondate di parole. È invece nell’oasi silenziosa e meditativa che si raggiunge il fondo dell’anima, si distilla la verità pura, si accende il fuoco dell’amore e brilla la luce del pensiero. (...)
in “Il Sole 24 Ore” del 1 agosto 2021