“Ho capito, Signore. La pace non me la può dare nessuno. È inutile che speri. I governi, gli stati, i continenti hanno bisogno di pace anche loro e non ne sono capaci. E camminano tutti su strade sbagliate. Essi pensano che la pace si possa ottenere con le armi, incutendo paura agli altri stati e agli altri continenti. E intanto si armano, e studiano sistemi sempre più potenti e micidiali.

Tutti vogliono essere forti. Dicono: solo un forte può imporre il rispetto e la pace. Come se la pace fosse un fatto di imposizione e non d’amore. Io non ho mai visto che ci sia pace per queste strade. Questo è uno squilibrio di terrore: un’altra maniera per essere schiavi; una maniera apparentemente civile. Invece è barbarie come tutte le altre barbarie. Infatti il più forte dice al più debole: guai se ti muovi! E non ha importanza che magari la situazione del debole sia insostenibile, ingiusta, umiliante. Non ha importanza che sia, ad esempio, la fame o la mia condizione di uomo di colore a spingermi a gesti assurdi.

Ma verrà, uomini, verrà — e non è lontano: io per questo prego e spero — quel giorno che l’oceano nero di miseria e di dolore si metterà in moto, uscirà dai suoi confini con il boato della disperazione. Quell’oceano della collera dei poveri, degli oppressi, dei delusi! Un oceano misteriosamente ancora calmo. Ma fino a quando? Perché non può durare così. Ora la coscienza sta maturando in profondità e in silenzio; ma poi eromperà e allora sarà più notte della notte.(…)

Allora l’oceano dei poveri strariperà come se la terra fosse capovolta, scossa dalle fondamenta. Va bene: i potenti ci ammazzeranno in molti. Ma pure molti di loro saranno ammazzati. No, per queste strade della sopraffazione e del terrore non ci può essere pace”.

in “L’Osservatore Romano” del 18 marzo 2022 - Nel 1967 padre David MariaTuroldo partecipò, insieme a Giuseppe Lazzati, a una tavola rotonda organizzata dall’Ufficio cultura del Comitato provinciale della Democrazia cristiana di Milano. Riproponiamo stralci del suo intervento che venne pubblicato nel libro «David Maria Turoldo. La sfida della pace», a cura di Elena Gandolfi (Bellavite Editore, 2003).