2022_10
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Pensa ad altri
di Mahmoud Darwish
Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo per i piccioni.
Mentre combatti la tua guerra, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
a coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando le stelle, pensa agli altri,
a coloro che non trovano spazio per dormire.
Mentre liberi l’anima con le metafore, pensa agli altri,
a coloro che hanno perso il diritto di parola.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: Magari fossi una candela nel buio.
Dalla sua ultima raccolta “Kazahri al-Lawzi aw Ab’ad” (“Come il fiore di mandorlo o più lontano”).
Mahmoud Darwish (1941-2008), scrittore palestinese, è considerato tra i maggiori poeti del mondo arabo.
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Ritorno a fare una proposta già avanzata durante il lockdown. Tenuto conto della stabilità economica di noi ministri ordinati (che abbiamo stipendio mensile sicuro, casa sicura, riscaldamento sicuro), propongo che noi ministri ordinati offriamo una mensilità del compenso ricevuto dal Sostentamento del clero alle casse delle nostre parrocchie che - come si dice - sapranno farne buon uso.
Marco Paleari, 221025

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*CONFERMATI... TUTTI!* Sì, tutti i ragazzi del quarto anno del Percorso di Iniziazione Cristiana delle nostre cinque parrocchie hanno ricevuto il sacramento della Confermazione! Sono stati confermati dallo Spirito Santo! E' l'occasione per ricordarci che tutti noi adulti siano stati confermati... e quindi tutte le "cose" bellissime che sono state dette ai ragazzi cresimati varrebbero proprio per noi e da anni avremmo dovuto dare realizzazione a ciò che nel momento della celebrazione era solo una promessa. E' così?! Buon inizio di settimana, da confermati e sospinti!
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CON TE VOGLIO PARLARE
di Karl Rahner
«Con te voglio parlare. E di che posso parlare se non di te? C'è cosa che non sia dall'eternità presso di te, che non abbia patria nel tuo spirito e nel tuo cuore la sua prima sorgente? E perciò tutto quanto io posso dire è sempre un parlare di te. E tuttavia in questo parlare, sommesso e timido, tu intendi sempre un parlare di me, sebbene di te solo io vorrei far parola. Perché, che posso dire di te, se non che sei il mio Dio, Dio della mia origine e del mio tramonto, Dio del mio gaudio e della mia afflizione, Dio della mia vita? [...] Dio della mia vita! Ma che ho poi detto chiamandoti Dio mio, Dio della mia vita? Senso della mia vita? Meta del mio cammino? Santità delle mie opere? Giudizio dei miei peccati? Amarezza delle mie ore amare e il più segreto dei miei gaudii? Mia forza, che prostri nell'impotenza quella forza che viene da me? Datore di essere di vita e di grazia? Vicino e lontano? Incomprensibile? Dio dei miei fratelli, Dio dei miei padri? C'è nome ch'io non ti debba dare? [...] Ma perché sto affatto a parlare di te? E tu mi tormenti con la tua infinità e io non la posso misurare! Perché tu mi spingi nelle tue vie, che menano solo nell'oscurità della tua notte, che a te solo è luce. Solo il tangibile e il finito è reale per noi e raggiungibile; e puoi tu essere per me una realtà, vicina, se io riconosco l'infinito in te? Perché hai lasciato il tuo segno di fuoco nella mia anima col battesimo e m'hai acceso la luce della fede? Oscura luce che m'alletta nella tua notte, fuori dalla sicura chiarità del mio piccolo nido. E mi hai fatto tuo prete, che io viva presso a te la mia vita, per gli uomini, presso a te dove mi manca il respiro di queste mie piccole cose! [...] Tu, Dio della mia vita, infinità della mia finitudine. Ma che m'hai messo nell'anima, come m'hai creato, che io, di te e di me, so solo che tu sei l'eterno mistero della mia vita? Terribile mistero dell'uomo, che appartiene a te, mio Dio, che sei l'incomprensibile! Incomprensibile nel tuo essere e più ancora nelle tue vie e nei tuoi giudizi. Poiché se quanto fai di me è frutto della tua libertà, insondabile abisso di grazia che non ha nessun perché, se la mia creazione e tutta la mia vita è tua libera elezione e le mie vie sono in fondo le tue vie, imperscrutabili, allora, Signore, non ti può comprendere nessun perché del mio spirito, allora tu resti l'incomprensibile anche quando io ti veda faccia a faccia. Ma se tu non fossi l'incomprensibile, mi saresti soggetto; ti avrei concepito e compreso e tu apparterresti a me, non io a te. E sarebbe l'inferno, la sorte dei dannati, che io finito, con il mio definito essere, appartenessi a me stesso; fossi ridotto in eterno a far la ronda nel carcere della mia finitudine».
tratto da: "Tu sei il silenzio"
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(...) "Riscopriamo il Concilio per ridare il primato a Dio, all’essenziale: a una Chiesa che sia pazza di amore per il suo Signore e per tutti gli uomini, da Lui amati; a una Chiesa che sia ricca di Gesù e povera di mezzi; a una Chiesa che sia libera e liberante. Il Concilio indica alla Chiesa questa rotta: la fa tornare, come Pietro nel Vangelo, in Galilea, alle sorgenti del primo amore, per riscoprire nelle sue povertà la santità di Dio (cf. Lumen gentium, 8c; cap. V). (...)
"Stare nel mondo con gli altri e senza mai sentirci al di sopra degli altri, come servitori del più grande Regno di Dio (cf. Lumen gentium, 5); portare il buon annuncio del Vangelo dentro la vita e le lingue degli uomini (cf. Sacrosanctum Concilium, 36), condividendo le loro gioie e le loro speranze (cf. Gaudium et spes, 1). Stare in mezzo al popolo, non sopra il popolo: questo è il peccato brutto del clericalismo che uccide le pecore, non le guida, non le fa crescere, uccide". (...)
"Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione (cf. Lumen gentium, 4.13). Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere «tifosi del proprio gruppo» anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, «di destra» o «di sinistra» più che di Gesù; ergersi a «custodi della verità» o a «solisti della novità», anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa. Tutti, tutti siamo figli di Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti". (...)
"Ti rendiamo grazie, Signore, per il dono del Concilio". (...)
https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2022/documents/20221011-omelia-60concilio.html
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"(...) Vi invito ad accompagnarmi nella profezia per la pace – Cristo, Signore della pace! Il mondo sempre più violento e guerriero mi spaventa davvero, lo dico davvero: mi spaventa –; nella profezia che indica la presenza di Dio nei poveri, in quanti sono abbandonati e vulnerabili, condannati o messi da parte nella costruzione sociale; nella profezia che annuncia la presenza di Dio in ogni nazione e cultura, andando incontro alle aspirazioni di amore e verità, di giustizia e felicità che appartengono al cuore umano e che palpitano nella vita dei popoli. Arda nei vostri cuori questa santa inquietudine profetica e missionaria. Non rimanere fermi". (...)
dal discorso di papa Francesco ai membri di Comunione e Liberazione, 15.10.2022
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Sessant'anni anni fa il primo atto del Concilio, porta della Chiesa spalancata sul mondo.
Fortemente voluto da san Giovanni XXIII e portato a compimento da san Paolo VI, il Vaticano II iniziava i lavori l'11 ottobre 1962, evento la cui forza propulsiva non si è esaurita come ha costantemente riaffermato il magistero di tutti i pontificati successivi:.La direzione di marcia nelle parole inaugurali di Papa Roncalli: volersi calare "nel tempo presente" con la "medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore".
https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2022-10/60-anniversario-apertura-concilio-vaticano-ii.html?fbclid=IwAR2iT8byNkHYh5bbL4cjo_BCfFTNBO9GlflWVg_0QybtP_6xdelUCicePVY
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Ci sono alcune persone che più di altre "sanno stare al mondo" (ovvero vivono a mollo in una mentalità che vede anzitutto il proprio interesse).
Ci sono persone che più di altre sono ignoranti, ma prediligono la prassi di sparare sentenze.
Ci sono persone che più di altre - poiché sono interessate a pararsi oppure sono ignoranti - pensano di nascondersi dietro un dito. E pensano anche che il resto del mondo sia come loro.
Anche i ministri ordinati sono persone.
Marco Paleari, 221009
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Quando ci diranno che - a causa della disaffezione al voto, della mancanza di candidati, della inconcludenza delle sedute - il Consiglio Pastorale non sarà più eletto dai fedeli, bensì nominato dal parroco... un'altra fase della chiusura alle istanze conciliari sarà conclusa. E magari proprio nel tempo che dovrebbe essere "sinodale".
Marco Paleari, 221005
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