When I am down and, oh my soul, so weary
"Quando sono a terra, oh anima mia, e così depresso
When troubles come and my heart burdened be
quando arrivano i problemi e opprimono il mio cuore
Then, I am still and wait here in the silence
Poi, i sono ancora qui e aspetto nel silenzio
"Until You come and sit awhile with me.
finché non arrivi tu, e stai un po' con me
You raise me up, so I can stand on mountains
Mi porti in alto, così che io possa stare sulle montagne
You raise me up, to walk on stormy seas
Mi porti in alto, per attraversare mari in tempesta
I am strong, when I am on your shoulders
Sono forte, quando sono sulle tue spalle
You raise me up to more than I can be
Mi porti in alto: più di quanto possa fare io.
You raise me up, so I can stand on mountains
Mi porti in alto, così che io possa stare sulle montagne
You raise me up, to walk on stormy seas
Mi porti in alto, per attraversare mari in tempesta
I am strong, when I am on your shoulders
Sono forte, quando sono sulle tue spalle
You raise me up to more than I can be.
Mi porti in alto: più di quanto possa fare io.
You raise me up, so I can stand on mountains
Mi porti in alto, così che io possa stare sulle montagne
You raise me up, to walk on stormy seas
Mi porti in alto, per attraversare mari in tempesta
I am strong, when I am on your shoulders
Sono forte, quando sono sulle tue spalle
You raise me up to more than I can be.
Mi porti in alto: più di quanto possa fare io.
You raise me up, so I can stand on mountains
Mi porti in alto, così che io possa stare sulle montagne
You raise me up, to walk on stormy seas
Mi porti in alto, per attraversare mari in tempesta
I am strong, when I am on your shoulders
Sono forte, quando sono sulle tue spalle
You raise me up to more than I can be.
Mi porti in alto: più di quanto possa fare io.
You raise me up to more than I can be.
Mi porti in alto: più di quanto possa fare io".

LETTERA APOSTOLICA di papa Paolo VI, IN FORMA DI MOTU PROPRIO
"MINISTERIA QUAEDAM" (15.08.1972)
"Fin dai tempi più antichi furono istituiti dalla Chiesa alcuni ministeri al fine di prestare debitamente a Dio il culto sacro e di offrire, secondo le necessità, un servizio al popolo di Dio. Con essi erano affidati ai fedeli, perché li esercitassero, degli uffici di carattere liturgico e caritativo a seconda delle varie circostanze. Il conferimento di tali uffici spesso avveniva mediante un particolare rito, col quale il fedele, ottenuta la benedizione di Dio, era costituito in una speciale classe o grado per adempiere una determinata funzione ecclesiastica" (...)
III. I ministeri possono essere affidati anche ai laici, di modo che non siano più considerati come riservati ai candidati al sacramento dell'Ordine. (...)
VII. L'istituzione del Lettore e dell'Accolito, secondo la veneranda tradizione della Chiesa, è riservata agli uomini. (...)
Le suddette norme entreranno in vigore dal l° gennaio dell'anno 1973.
papa Paolo VI
http://www.vatican.va/content/paul-vi/it/motu_proprio/documents/hf_p-vi_motu-proprio_19720815_ministeria-quaedam.html


Il sogno dei re magi

1120-1130 - Gislebertus scultore francese - Capitello del coro - Cattedrale di San Lazzaro - Autun - Francia
«E avvertiti in sogno di non tornare da Erode, ritornarono per un'altra via al loro paese. » Vangelo secondo Matteo (2-12)
L'angelo indica la stella con la mano sinistra e tocca con la mano destra un re mago che si sveglia e apre gli occhi. Gli altri due re hanno gli occhi chiusi, dormono ancora. La scena è raccontata con tutta la chiarezza, la semplicità e la freschezza che caratterizza l'arte romanica. I magi non sono rappresentati in prospettiva, ma in modo graduato, l'uno sopra l'altro. Ciò permette di mostrare chiaramente le tre corone e soprattutto i tre volti dei magi che si possono così facilmente riconoscere. Rappresenta le tre età della vita: il giovane imberbe dorme tra l'uomo adulto baffuto e il vecchio uomo barbuto. Se si guardano bene i loro occhi, ci si accorge anche che il mago il cui angelo tocca il dito ha i due occhi spalancati mentre il suo vicino ne apre solo uno e il terzo dorme ancora. Lo scultore ha adottato questo processo pieno di ingenuità e umorismo per evocare uno svolgimento nel tempo, come una decomposizione del movimento di risveglio.

Ed ecco la nuova arrivata: "Puledra"! In giro nei "giorni della merla" sembra una sgarzina zampettante, ma tra due mesi compirà dieci anni! Ha la metà dei km della sua "mamma" ed è ben più agile e leggera della sua "nonna" (la "BBestia", la GS 1150 Adventure). Ama i "su e giù" delle nostre contrade e confido che anch'essa possa accompagnarmi nel mio servizio.
don Chisciotte Mc, 210130



Il potere ignorante e malefico attecchisce e si nutre di non-conoscenza.
La conoscenza, invece, dona libertà.
don Chisciotte Mc, 210105


"Se sei incerto sulle decisioni da prendere, scegli le più difficili, le uniche che non ingannano" (Valentino Bompiani).
E invece quotidianamente assistiamo a persone e istituzioni che cadono dentro la scelta più banale, quella più comoda, quella che hanno sempre fatto, spesso l'unica che conoscono.

don Chisciotte Mc, 210125


Ieri pomeriggio ho presieduto in chiesa le esequie di una suora; al cimitero ho benedetto prima le ceneri di una signora e poi quelle di un signore; in una funeral home ho pregato davanti alla salma di un defunto.

Il Dio della Vita.
don Chisciotte Mc, 210113


E' dirompente per me vedere che non riescano ad avere né una linea, né un metodo.

Trovo estremamente stolto che non abbiano la consapevolezza della loro incapacità e che perpetuino degli stili inconcludenti e legati a dinamiche che potrebbero e dovrebbero essere superate.
Questo accade perché non ascoltano davvero e perché non sono umili, così da mettersi in stato di conversione.
E tutto questo non suggerisce segnali di speranza e non la suscita, anzi fa cadere le braccia e disamora.
Meno male che lo Spirito Santo soffia... anche altrove, soprattutto altrove.
don Chisciotte Mc, 210115


Abbiamo avuto conferma che dietro il fumo di tante parole (nemmeno particolarmente belle) l'arrosto proprio non c'è.

Molto consolante, invece, che le riflessioni e le domande dei fedeli siano ben più profonde e "sul pezzo" rispetto a quelle dei ministri ordinati.
don Chisciotte Mc, 210122

Come nostre autorità (civili e religiose) abbiamo spesso scelto, accettato, benedetto, subìto dei personaggi narcisisti, spregiudicati, arrivisti, incompetenti… pensando che così ci avrebbero lasciati in pace nelle nostre pigrizie, comodità e incapacità...
don Chisciotte Mc, 210114

Edizione La Meridiana, 24 gennaio 2021
«I prigionieri, esausti, si trascinavano nella neve, chi si fermava veniva ucciso sul posto. A centinaia morirono poche ore prima della liberazione, dopo aver resistito a lungo all’orrore della vita nel lager».
La citazione arriva da "174517. Deportato: Primo Levi", la graphic novel di Franco Portinari e Giovanna Carbone che racconta, a fumetti, l'esperienza di Primo Levi nel lager nazista.
La foto, ancora una volta, arriva da Lipa, in Bosnia, ed è recentissima. Verso la #GiornataDellaMemoria ci sembra utile condividere questa foto, queste parole, metterle insieme, usarle come strumento di riflessione.
A questo link è possibile scaricare alcune pagine del libro, da sfogliare, leggere e far leggere: bit.ly/estratto_primolevi

“Wittgenstein nei suoi appunti del 1914-16 annotava: «Pregare è pensare al senso della vita». Kierkegaard era ancor più radicale: «Gli antichi dicevano che pregare è respirare. Si vede, allora, quanto sia sciocco chiedersi un “perché”. Perché io respiro? Per non morire. Così con la preghiera». (…)
In questo nostro contesto la preghiera diventa apparentemente «impossibile» e l’anima si intisichisce. Eppure, proprio nel deserto spirituale che la tecnocrazia sta creando, radendo al suolo ogni anelito verso la trascendenza, Jacques Ellul (autore de “L’impossibile preghiera”) è convito che si debba far scorrere il fiume fecondatore dell’orazione. Ma perché le sue acque siano pure, è necessario smitizzare «visioni intime e rassicuranti della preghiera» e ai «fondamenti fragili» sostituirne di solidi, rigenerando il linguaggio.
In questa operazione catartica lo studioso replica anche a «tutte le ragioni per non pregare», a partire da quella implicita ma dominante in molte persone: «E’ perfettamente possibile vivere senza pregare». Introduce, così, la «sola ragione» che motiva il pregare. Essa è a prima vista paradossale, affidata a un comandamento di Cristo: «Vegliate e pregate!». Non possiamo né vogliamo articolare questa «ragione» così sconcertante nel suo stesso autoporsi: solo la lettura del capitolo quarto che è il cuore del libro, con la finezza delle sue argomentazioni, il ricamo delle citazioni, la vivacità stessa del dettato, può dispiegare il senso di questo atto tutt’altro che consolatorio o devozionale e magico. Non per nulla l’ultimo capitolo è - nella linea di un’antica tradizione spirituale che ha un suo archetipo simbolico nella lotta del patriarca ebreo Giacobbe con l’Essere misterioso lungo le rive del fiume Jabboq (Genesi 32,23-33) - segnato dall’immagine del «combattimento» con Dio e persino contro Dio. (…).
di Gianfranco Ravasi, in “Il Sole 24 Ore” del 10.01.2021


Dici di rispettare il santo popolo di Dio,

ma poi non lo consulti,
non lo informi,
non lo rispetti...
La reazione puoi immaginarla.
don Chisciotte Mc, 210120


Oggigiorno, fare ancora gli auguri alle donne perché “befane” è uno dei segni della bassezza culturale, della misoginia e della superficialità spirituale del nostro Paese (e dei cristiani).

don Chisciotte Mc, 210106

Una piccola e semplice "tradizione personale" rispettata: sfidando il freddo dei "tre giorni della merla", riuscire a montare in sella uno di questi giorni. Ecco la RT1200, chiamata "Black Lady": siamo stati insieme più di 8 anni, da quando ne aveva 6. Ora, con quasi 15 anni sulle spalle e più di 93000 km sulle ruote, è giunto il momento di salutarci. Una vera signora, insuperabile nei tragitti autostradali. Ringrazio coloro che l'hanno progettata, costruita, mantenuta perfetta e per aver avuto l'onore di viaggiare con essa.
don Chisciotte Mc



Di fronte alla vaghezza

e alla stupefacente superficialità
di taluni "uomini" (eufemismo),
ammetto - sob! - di tornare ad apprezzare un po'
la funzione contenitiva
della precisione del diritto (canonico, civile, penale).
don Chisciotte Mc, 210119

«In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire “Io”. Si deve dire “Noi” e cercare un'unita davanti alla crisi. Passata la crisi ognuno ritorni a dire “Io”, ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire “noi” non è all'altezza della situazione. Deve prevalere il “Noi”, il bene comune di tutti. L'unità è superiore al conflitto». «I conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l'unità, del paese, della chiesa e della società. Chi dice che 'in questo modo si possano perdere le elezioni' dico che non è il momento, questo è il momento della raccolta. “L'uva si raccoglie in autunno”, questo è il momento di pace e non crisi, bisogna seminare il bene comune». «Io dico a tutti i dirigenti - pastorali, politici, imprenditoriali - di cancellare per un po' la parola “io” e dire la parola “noi”. Perdi un'opportunità: la storia te ne darà un'altra. Ma non fare il tuo negoziato, il tuo negozio sulla pelle dei fratelli e delle sorelle che stanno soffrendo per la crisi».
papa Francesco, intervista 10.01.2021