*La risposta della Chiesa a una richiesta di sostegno*
di don Alberto Cozzi, teologo della diocesi di Milano
Avvenire, sabato 6 gennaio 2024
parte 1
"Leggendo il comunicato stampa del Dicastero per la dottrina della fede in ordine alla ricezione della *Dichiarazione Fiducia supplicans*, colpisce la quantità di volte in cui ricorre *il termine “pastorale”*. Vi si auspica un «periodo più lungo di riflessione pastorale»; si richiama la «proposta di brevi e semplici benedizioni pastorali» o ancora di «benedizioni spontanee e pastorali»; si chiede di «arricchire la prassi pastorale». La dimensione pastorale della missione della Chiesa, *dalle intuizioni iniziali di papa Giovanni XXIII attraverso il Vaticano II*, ha acquisito sempre maggior importanza e rivendica un suo spazio originale e una sua intenzionalità propria.
Tale ricorrenza quasi ossessiva potrebbe essere interpretata come una strategia per ridimensionare la portata della Dichiarazione o un segno di incertezza riguardo al senso del documento. Ma è più probabile che si tratti di un richiamo all’*intenzionalità che animava la Dichiarazione e che riprende una preoccupazione più volte ribadita da papa Francesco*: la sfida dell’ *evangelizzazione*, oggi, non consiste nel riaffermare la dottrina tradizionale, peraltro nota e indiscussa; ma neppure nel modificarla, aggiornandola alle mode del tempo. *La sfida “pastorale” chiede il coraggio di assumere le situazioni a volte confuse, intricate, incerte in cui si trovano tante persone, cercando di valorizzare il passo possibile*, lo spiraglio di cielo che si può aprire nel desiderio implicito o nell’invocazione appena sussurrata di un gesto di sostegno e benevolenza. (segue)