"Cherchez la femme!" - "Cherchez l'intérêt". Quando si ascoltano le considerazioni delle persone, proviamo a domandarci: "Queste parole chi avvantaggiano? Chi ha interesse a sostenere questa posizione?".
Questo meccanismo vale sia per gli interessi privati che per quelli pubblici.
E' stato evidente anche nei giorni della morte di papa Francesco e l'elezione di papa Leone che la quasi totalità delle parole dette era guidata dalla ricerca di un vantaggio: il semplice fedele che vuole emozioni o ha il problema di come occupare il tempo della giornata; l'appartenente ad un gruppo di spiritualità che cerca la ratifica della bontà della sua prospettiva spirituale; il giornalista che sostiene la linea editoriale del capo; il teologo che deve restare a galla, saltando sul carro del vincitore; il cardinale che vuole tre secondi di celebrità; l'opinionista che porta a casa il compenso; il prete che si sente "filo-Benedetto" o "filo-Francesco" e - alla luce della elezione di papa Leone - si convince di essere nel giusto.
Vi sono le anime dei sempliciotti (non sono i semplici del Vangelo, ma sono i responsabili della loro ignoranza) che si accodano per comodità.
Atteggiamenti e obiettivi che danno tanta tristezza.
Il criterio del Vangelo è un altro e lo si può svelare con una parola: gratuità. Se si coglie senza fatica che una persona parla senza ricavarne alcun vantaggio, anzi perdendoci del suo, questo si avvicina alla verità che è Dio: la carità (che è la Verità) "non cerca il suo interesse" (prima lettera ai Corinti, 13,7).
Mc 250512









