Ecco cosa intendo quando denuncio che l'ideologia vince sulla realtà.
Papa Leone dice: "Le sue (di Ignazio di Antiochia) parole richiamano in senso più generale un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”. Concordo pienamente con il vescovo di Roma.
Ma dobbiamo anche concordare tra noi circa la risposta ad una questione: queste parole alludono ad uno stile (umile; non dedito al narcisismo; non servo del protagonismo...), oppure dichiarano una scelta disciplinare (togliamo i ministeri di autorità... sottinteso: perché offuscano Cristo)?
Io direi che si tratta del primo caso (anche se non mi dispiace affatto il secondo, se fosse davvero efficace); ma così ritorniamo sul tema imprescindibile della interpretazione: cosa fa rimanere Cristo in primo piano e cosa invece ne offusca la primazialità? Una stola dorata fa risaltare la presenza di Cristo, mentre un paio di scarpe nere usurate sono protagonismo? Una corale che canta gregoriano attira l'attenzione su Cristo, mentre le signore stonate che intonano "Il tredici maggio" allontanano dalla Bellezza? Il monaco che rilascia un'intervista sulla umiltà annuncia il dovuto spazio a Cristo, mentre un missionario che distribuisce aiuti ai poveri è un agitatore politico?
Mi spiace riscontrare una infinita e malcelata faziosità in chi ripete le frasi, interpretandole a proprio vantaggio... e buttando in un angolo l'unico Signore, Gesù!
Quindi l'idea di sparire non è affatto malvagia!
Mc 250513









