Con il Consiglio Pastorale abbiamo messo in calendario anche quest’anno una *data per ricordare gli anniversari “tondi” di matrimonio*.
E’ sotto gli occhi di tutti, ma forse non vogliamo vederlo: in Occidente *diminuisce verticalmente il numero dei matrimoni religiosi e civili*.
Diminuisce anche il numero di chi è presente in chiesa, davanti al Signore dell’Amore e alla comunità per dire grazie di anni e anni passati insieme.
*Diminuisce anche l’entusiasmo della comunità cristiana nell’accogliere e festeggiare i coniugi*.
Presentato così sarebbe “solo” un dato sociologico; diciamolo invece in termini esistenziali: *le giovani generazioni non credono più che il loro amore possa durare tutta la vita e non sentono la necessità che questa relazione sia tutelata dallo Stato o da Dio*.
Sentono la fragilità e la accolgono come una condizione normale, dalla quale non si può uscire; cercano di trarne il maggior “vantaggio” emotivo: non si dedicano più di tanto a queste relazioni, nella speranza di non soffrire troppo quando finiscono.
Certamente noi adulti (nonni e genitori) abbiamo dato loro una immagine insufficiente dell’amore coniugale come lo vorrebbe Dio Padre: caricature, insoddisfazioni, tradimenti… hanno inferto pesanti colpi alla fiducia in una felicità raggiunta nel matrimonio proposto dalla società e dalla Chiesa.
Noi come Comunità Pastorale possiamo “migliorare” i modi del pregare e del festeggiare gli anniversari, ma non basterà l’opera di maquillage: *c’è tanto da cambiare nel punto prospettico con cui guardare le relazioni affettive* (a partire dall’amore uomo-donna totale, fedele, indissolubile e fecondo)… ma se non chiediamo la sapienza del Signore della Storia non faremo nessun passo avanti.
Si può… invocare lo Spirito di Dio per amare il proprio coniuge come lo ama il Signore Gesù!

Mc 250525