https://www.youtube.com/watch?v=tliB8B7rZCI 

*Intervento di don Marco alla fine dell’Oratorio Estivo 2025* 

*Il titolo di questo Oratorio Estivo è “Come se vedessero l’invisibile”*.

Noi creature umane siamo fatte così: da ciò che vediamo riusciamo a risalire a ciò che non si vede. Ma poiché non si vede con gli occhi, dobbiamo compiere un atto di fiducia.

Domanda di fiducia anzitutto verso me stesso: avrò visto bene?

Domanda di fiducia verso l’altra persona: si sarà espressa bene? Voleva proprio manifestare quella cosa?

 

*Noi dell’équipe educativa cosa abbiamo fatto vedere?*

Anzitutto siamo stati presenti, visibili, con le nostre facce e tutti i nostri corpi. dalle 7.30 alle 17.30 e oltre.

Avete sentito i nostri saluti del mattino e del pomeriggio.

Avete visto gli animatori, adolescenti che anche in questo 2025 sono stati qui; chi a più agio con il pallone da calcio, chi con le chiacchiere a tu per tu; chi a sgolarsi al microfono, chi a rincorrere chi rifiutava ogni proposta.

A volte avete visto le nostre facce stanche e tirate, e ascoltato qualche nostra parola dura, di rimprovero o di delusione.

Ci avete visti in preghiera, e al lavoro dietro la scrivania; a correre coi ragazzi e a pulire i campi da gioco.

Avete letto gli avvisi, le mail, le locandine.

 

*Cosa avreste potuto capire di noi, attraverso ciò che avete visto di noi?*

Non ci avete visto quando per mesi abbiamo programmato, né quando – finite le attività – verificavamo la giornata.

Non ci avete udito mentre discutevamo animatamente tra noi sulle scelte educative da prendere.

Chissà se vi abbiamo fatto intuire che ci siamo addormentati pregando per i vostri figli e che ci siamo svegliati preoccupati per una nuova giornata di oratorio.

Non sempre i nostri giochi e le attività vi hanno mostrato adeguatamente la competenza che di anno in anno abbiamo accumulato e abbiamo cercato di trasmettere ai più giovani.

Non l’abbiamo scritto bello grande che non abbiamo fatto tutto questo per denaro né per gli applausi né per la gratificazione; ma se invece aveste intravisto dietro i nostri atteggiamenti qualsiasi ricerca di interesse o di potere, vi chiediamo scusa.

La nostra più grande soddisfazione sarebbe se - attraverso noi e oltre noi - fossimo riusciti a farvi vedere Colui che – Invisibile – anima e sostiene la vita nostra e vostra. “Soffia dove vuole, e non sapresti dire da dove viene e dove va”… eppure c’è. E’ lo Spirito Santo, inviato da Dio Padre e da Gesù Cristo, che sta accarezzando la nostra pelle e penetra nel nostro naso anche adesso, questa sera.

 

*I ragazzi cosa hanno fatto vedere?*

Anche loro ci sono stati e li abbiamo visti. Ormai li vediamo da anni. E sono contenti di marcare il passaggio da una sede all’altra: Sant’Ambrogio, Kolbe, Rasa.

Li abbiamo visti capaci ancora di uscire di casa, di lasciare i genitori sul cancello e i cellulari nello zaino o in segreteria.

Si aspettano all’ingresso e nel loro angolo preferito. Hanno le loro compagnie e faticano ad aprirsi.

Crescono in età e in altezza.

Abbiamo visto anche dei volti nuovi: ogni anno ci stupiamo e li accogliamo, come se fossero di casa, anche se sappiamo poco di loro, purtroppo.

 

*Vedendo ciò che dei vostri figli si vede, cosa veniamo a sapere della loro interiorità invisibile?*

Anzitutto vogliamo riaffermare la nostra convinzione che è molto più ciò che di loro non si vede, rispetto a ciò che si vede.

Anche se a volte portano vestiti talmente succinti che sembra vogliano far vedere tutto, il Creatore ha avvolto la parte fondamentale del nostro corpo sotto la protezione della pelle; sotto vi sono muscoli, tendini, ossa… e organi: cuore, polmoni… non se ne accorgono, ma vivono perché altri – voi - hanno dato loro la vita e un sacco di altra gente permette a loro di vivere. Forse questa gratitudine non la mostrano.

Mostrano anche di essere fragili, manipolabili, inavvertitamente disposti ad elemosinare un sorriso, magari malizioso o compiacente.

Non sono pochi quelli che hanno gli occhi distratti, trascinati via da musiche troppo alte, da urli troppo alti, da emozioni schiavizzanti.

Mentre si muovono, mostrano di aver colto il fascino che esercitano su alcuni adulti: non pochi “grandi” sono catturati dal modo di vivere dei ragazzi: vedere solo il presente, facendo finta di non avere sulle spalle il carico delle loro scelte passate e senza pensare al futuro. Solo l’istante, solo quello che provano, solo il suono di una parola volgare apparentemente sganciata dal suo significato, solo… Soli.

Senza rendercene conto, nei ragazzi abbiamo visto quello che sarà il futuro della nostra città: tra cinque anni saranno questi gli adolescenti che vorranno o non vorranno fare gli animatori; gli adulti che fra trent’anni vorranno o non vorranno che questi spazi si diranno cristiani ed educativi.

E chi ci sarà allora come “maturo”, come nonno o come vecchio, cosa avrà da dire a loro, di ciò che era stato possibile vedere in questo 2025 e di ciò che invece non avevano visto?!

 

*Le famiglie cosa hanno fatto vedere?*

Abbiamo visto che le famiglie hanno portato i loro figli anche quest’anno negli oratori.

Le proposte estive concorrenziali non mancano, eppure i genitori portano ancora i figli ad una esperienza cristiana, confessionale.

Come si è arrivati a questa decisione? La si è scelta o è abitudinaria? Si è parlato, discusso in casa? Prezzo conveniente? Poche pretese? Forse troppo basse attese?

Abbiamo salutato un sacco di genitori conosciuti, amici, che stimano e sostengono la proposta educativa dell’oratorio.

Abbiamo visto genitori baciare con tanto affetto i figli e le figlie all’ingresso dell’oratorio; abbiamo visto qualche genitore sgridarli e altri che hanno preso con superficialità gli atteggiamenti diseducati e autodistruttivi dei loro figli.

Non abbiamo visto i risvegli del mattino e le colazioni, ma qualcosa abbiamo intuito negli occhietti piccoli piccoli di chi si era appena svegliato o nelle corse per arrivare all’ultimo minuto.

Non abbiamo sentito i racconti della giornata in auto, o dopo la doccia, o a cena; ma abbiamo incrociato qualche sguardo di mamme e papà felici e grati.

Abbiamo incontrato genitori e nonni che fanno finta di non vedere i problemi educativi dei loro figli; forse sperano di andare “oltre” questi problemi, ma in realtà essi si ripresenteranno e presenteranno il conto del non-intervento mirato.

Alcuni ragazzi non li vedremo più per un anno; altri quasi non li riconosceremo già ad ottobre, tanto saranno cresciuti in pochi mesi.

Vorremmo rivederli tutti, insieme a tutti quelli passati in questi anni.

 

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, direbbe l’autore de “Il piccolo principe”; ma noi alcune cose essenziali le abbiamo dette, indicate, viste.

La speranza, fondata sulla fede, è che ciò che non abbiamo visto, l’Invisibile Spirito di Dio in loro, si mostri a loro e a noi, così da lasciarci ancora stupiti e pieni di gioia.