Nella Giornata di Cristo Re dell’Universo papa Francesco aveva indetto la *Giornata Mondiale dei poveri*, ad indicare come la *vera regalità di Cristo e dei cristiani risiede nel mettersi a servizio di chi è più bisognoso e fragile*.

La nostra diocesi ambrosiana – come è noto – vive un Tempo di Avvento lungo sei settimane (non quattro, come il rito romano) e quindi la solennità di Cristo Re cade due settimane prima di quella del resto della Chiesa.

“I poveri li avete sempre con voi”: questa è la costatazione di Gesù; se il 9 novembre puntiamo gli occhi sul fatto che la Chiesa è serva (come il suo Signore, il suo Sposo, il suo Fondatore) è per *dire grazie all’Altissimo che ci permette di partecipare alla sua dedizione ai bisognosi*, tanto che la Chiesa sa che la sua *scelta preferenziale è e deve essere per i poveri*.

Non ne abbiano a male i ricchi e i potenti; e non si nascondano miseramente dietro la scusa: “Abbiamo i soldi per darli a chi ne ha bisogno”. E’ una scusa e una giustificazione spiritualeggiante della situazione di ingiustizia, prevaricazione, disuguaglianza presenti nel mondo.

“Non potete servire Dio e la ricchezza”: è stata l’amara considerazione di Gesù che diventa per noi un monito. Se ogni anno non avessimo raccolto e distribuito 50-70.000 euro alle persone bisognose (a cui si aggiungono i generi alimentari, gli indumenti, i prodotti per l’igiene…), magari adesso non avremmo un debito di 45.000 euro… ma certamente avremmo *un enorme debito di amore verso le membra povere del Corpo di Cristo… e comunque se i fedeli sono avari e indifferenti coi poveri, lo saranno anche con le parrocchie*!

Grazie agli *operatori della nostra Caritas* e al coordinamento decanale; grazie alla “*Farsi prossimo ETS*”, ente del terzo settore costituito dalle parrocchie varesine e grazie a tutti quelli che ci danno l’esempio che  tra Cristo e il dio denaro si può scegliere il Primo.

Mc 251109