In comunione con gli oratori diocesani e con quel pizzico di originalità che ci caratterizza, durante le cinque settimane di Oratorio Estivo ci lasceremo ispirare dalla figura spirituale di san Francesco.

     Il motto sarà “Sei Fra noi”, richiamando la presenza del santo nella Chiesa anche oggi.

     Altrettanto significativo è il sottotitolo: “Guardate a Lui e sarete raggianti” (salmo 34,6).

     Da adulti è indispensabile farci questa domanda: al di là delle celebrazioni (quest’anno l’VIII centenario della morte di san Francesco), la sua esperienza spirituale dice qualcosa anche a noi, uomini e donne del 2026? Cosa sapremmo dire noi adulti circa la profondità della proposta francescana?

     A cascata la riflessione coinvolge gli adolescenti animatori, i loro educatori, i bambini e le famiglie che li affidano alle nostre cure: oggigiorno, nel contesto varesino e milanese, seguire “Madonna Povertà” è un valore? Le espressioni stesse sembrano non avere alcuna risonanza: cosa può significare oggi ricercare uno stile sobrio oppure attendere il placet del papa? Qualcuno si entusiasma all’idea di “riparare la chiesa”? Gli anni di papa Francesco hanno testimoniato tutte le resistenze che suscita dentro la Chiesa anche solo portare quel nome e fare dei gesti che richiamassero quello stile.

     Proviamoci anche con l’Oratorio Estivo, coscienti della indifferenza di tanti genitori alla proposta educativa e alla superficialità spirituale di una parte di coloro che dovrebbero sostenere l’annuncio della originalità cristiana.

      A proposito: se gli animatori non hanno tempo e voglia di pulire gli spazi al termine delle attività; se i genitori e i nonni presenti all’uscita (ore 17.30 circa) devono andare a prendere il gelato; se gli universitari devono studiare proprio alle ore 18… possiamo decidere insieme di lasciare sporchi i nostri ambienti? Oppure prendiamo la strada di pagare un’impresa di pulizia (magari composta da fedeli di altre religioni) per pulire l’oratorio cattolico? Nulla di male… ma anche il “non decidere” di dare un’ora per la parrocchia è decidere di testimoniare una cultura non evangelica.

P.S. Coloro che fanno già tanto per la comunità, non se la prendano: non mi riferisco a loro!

don Marco