"Qualche notte insonne spetta sicuramente a chi, come progettista, viene chiamato a intervenire sull'opera di un grande maestro: questa sorte è toccata di recente al giovane Marco Micheletti (Yuman Architetti, Milano), incaricato dalla Parrocchia di San Luca Evangelista di Milano, del progetto di recupero e ridefinizione funzionale della zona interrata dell'omonima chiesa, costruita nel 1956-1960 da Gio Ponti. Ma Ponti è stato maestro vero e i suoi scritti, oltre alle sue opere, esprimono in modo semplice geniali insegnamenti, che aiutano a illuminare le notti dei discepoli. Come quando, parlando di 'espressione' dice: "...da un certo momento in poi non è più, da parte dell'architetto, opera di creazione, ma intuizione interpretativa: l'edificio non è più emanazione dell'opera dell'architetto, ma l'opera dell'architetto è emanazione dell'edificio, che gli pone i suoi problemi...". L'edificio in questione, soprattutto nella zona interrata adibita a oratorio, dopo cinquant'anni di vita, di problemi ne aveva diversi: di accessibilità, di utilizzo degli spazi, di comfort abitativo. L'intervento di Micheletti, conclusosi nel giugno del 2007, ha portato alla ridefinizione degli accessi a partire dal sagrato della chiesa (già più volte modificato) con il ridisegno della rampa per i disabili e dell'aiuola centrale, la sostituzione, sul lato sinistro, della vecchia scala metallica che conduceva al livello dell'oratorio, con un nuovo corpo scala e ascensore chiuso e alla revisione degli spazi sottostanti la chiesa. Inserito tra il setto laterale della facciata della chiesa e il confine del lotto, il nuovo volume della scala è visibile dall'esterno solo quando emerge dal muro di confine in pietra, liscio ma grigio come la facciata di Ponti. Solo la parete vetrata d'ingresso, con il disegno del serramento in acciaio, che piega verso l'interno per dare spazio a una pensilina di protezione, cita in negativo l'ingresso della chiesa. Il nuovo percorso coperto da lucernari collega i vari livelli dell'oratorio e conduce a una cappella realizzata nell'interrato dove in precedenza si trovava un locale magazzino. Il piccolo spazio a pianta rettangolare molto allungata è stato riplasmato con contropareti che ne arrotondano gli angoli sul lato dell'altare e da un controsoffitto che forma un'ampia curva di sezione. Tutto il programma iconografico è composto da arredi ed elementi liturgici disegnati ad hoc e realizzati con essenza di acero americano venato, con inserti in ottone e foglia d'oro. Anche qui la lezione del maestro sembra emergere nella semplicità delle geometrie e nell'uso espressivo dei materiali e della luce". S.M.


 


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