I poveri in Italia ci sono eccome! La demagogia dell'autore dell'articolo sta nel chiamare in causa sempre tutti i parlamentari e mai chi - in questo momento e negli ultimi 15 anni - sta prendendo le decisioni.



Rapporto Istat

Allarmanti motivi per riflettere e cambiare marcia

di Gianfranco Marcelli

Sfidando l'accusa di scadere nella demagogia a buon mercato, osiamo consigliare ai 630 deputati di Montecitorio, da oggi ufficial­mente in ferie per un mese e mezzo, di portar­si dietro un piccolo e istruttivo «compito per le vacanze»: l'esame delle 11 paginette diffuse ie­ri dall'Istat, con le statistiche sulla povertà in I­talia nel 2008. Sacrificando poco più di mezz'o­ra del loro riposo, potranno farsi un'idea abba­stanza precisa di quanto la crisi stia pesando sulle famiglie e, in generale, sulle fasce più de­boli del Paese. E chissà che qualcuno di essi non decida di rimettere le mani sulla sua per­sonale agenda delle emergenze d'autunno. Al loro posto non ce la sentiremmo, in effetti, di chiudere frettolosamente quella lettura e di passare oltre con una scrollata di spalle. (...)  Perché si tratta pur sempre di otto milioni e più di ita­liani, racchiusi in 2 milioni e 737mila famiglie. (...) Accanto alla lettura consigliata, ci permettiamo inoltre di suggerire agli onorevoli parlamenta­ri tre modeste considerazioni. La prima può perfino suonare banale: i dati in discussione si riferiscono al 2008 e tutto lascia ritenere che, a questo punto del 2009, qualche altra non tra­scurabile fetta di nostri connazionali sia anda­ta a ingrossare le file dei più sfortunati. Allo stesso modo, non è pensabile che, di qui alla fi­ne dell'anno, si possa determinare un'inver­sione di tendenza significativa, con flussi di po­polazione in risalita sociale. Converrebbe dun­que immaginare un qualche rimedio al più pre­sto, senza aspettare l'indagine Istat dell'anno prossimo che certifichi la scontata evoluzione negativa del fenomeno. Secondo spunto di riflessione. (...) Ed emergerà a quel pun­to che i segnali di smottamento, nei dodici me­si scorsi, sono molto più preoccupanti nel Sud. Si sapeva ad esempio che in quest'area del Pae­se l'aliquota di poveri è ben oltre la media na­zionale. (...) Che cos'altro serve, quali altre 'eloquenze' nu­meriche occorrono ai nostri governanti per da­re finalmente una sterzata alle politiche di wel­fare, ricentrandole seriamente sulla famiglia e ponendo così le premesse, prima per il conte­nimento, poi per un recupero via via più con­sistente della stessa marginalità sociale?