Uno dei "lavori" che segnalano che sono in vacanza (per molti non è un controsenso!) è che mi metto a sistemare gli spazi fisici in cui vivo.

Credo sia un'opera in parallelo a quel "riordino" degli "spazi" e dei "tempi" relazionali che può avvenire in questo periodo.

Oggi, dopo due anni dal trasloco, ho terminato di essenzializzare la corrispondenza dei decenni passati, che era rimasta inscatolata, nei cartoni e nelle caselle dei ricordi.

Senza drammi, ho dovuto salutare ancora una volta tante persone che mi hanno scritto. Non ho riletto tutto, ma sono stato felice di rivederle, risentirle, ringraziarle.

Non è stato facile decidere che era necessario fare spazio negli armadi e rafforzare la memoria: è lei adesso che deve conservare questi compagni di viaggio, mentre la carta e l'inchiostro sono finiti triturati.

Un'azione un po' crudele (direi tranchant, con una punta d'ironia!).

Spero che - laddove essi vivano - non ne abbiano sofferto.

Alcune pagine le ho conservate: ancora troppo pregnanti, troppo pesanti per ora...

«Conserva scritti nel libro della vita i nomi di tutti, perché tu, Padre, ci possa tutti ritrovare nella comunione di Cristo Signore nostro».

don Chisciotte