«Da non poche di queste domande appare ancora diffusa la concezione di una Bibbia scritta sotto dettatura divina e assolutamente priva di errori. Va notato anzitutto che i cristiani leggono le Scritture come un libro unico, che è stato consegnato alla Chiesa perché lo interpreti con sicurezza, a partire dal suo centro che è Gesù morto in croce e risorto. Inoltre la Bibbia non è solo insegnamento dottrinale, ma in gran parte racconto, interpellazione, consolazione, parabola, esortazione, preghiera, rimprovero ecc... In tutto questo noi veniamo guidati a camminare sulla strada giusta, senza timore di sbagliare. Nell'insieme la tradizione biblica, quando è ben interpretata, si rivela solida e aderente alla vita, anche se non mancano errori storici, sociologici, geografici ecc... Luigi Pirandello, a coloro che gli rimproveravano di rappresentare situazioni lontane dalla vita reale, citava un articolo nel Corriere della Sera del 27 marzo 1920, che raccontava fatti molto simili a quelli da lui descritti ne Il fu Mattia Pascal. Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe eccetera, al di là di quanto se ne può sapere dalla storia, sono «veri» perché «vera» è la loro esperienza, che continuamente si «invera» nella vita dei credenti. Più delicati sono quei passi dove, a proposito per esempio della guerra, o a riguardo della vita dopo la morte, si esprime una dottrina che ai nostri occhi risuona mancante. Essi vanno letti come una tappa del cammino verso la pienezza della luce. Il Concilio Vaticano II dice che i «Libri della Scrittura insegnano fedelmente e senza errore la verità che Dio per la salvezza volle fosse consegnata nelle sacre lettere» (Cfr. Dei Verbum n.11). Ciò posto, tento di rispondere ad alcune delle lettere pervenutemi. Caro signor Penza, le prime pagine della Genesi ci presentano, con l'aiuto di simboli, una profonda verità su Dio, sull'uomo e sul male. Non è detto tutto, ma è già molto per cominciare. Al signor Accorinti dico: nessun occultamento di testi da parte della Chiesa. Le pagine a cui lei allude sono probabilmente parte di un vangelo apocrifo, a cui non v'è da prestare fede. Caro signor Realdi, il mistero di Dio che si volge all'uomo è incredibilmente bello e ricco. Non posso spiegarlo qui, ma raccomando di leggere qualche libro di teologi contemporanei che trattano questo tema. Al signor Ponsiglione dico che la sua percezione mi sembra andare nella direzione giusta, purché salvi la verità storica dei fatti. È certo che in ogni uomo o donna noi possiamo vedere Gesù e fare qualcosa per lui. Si veda ad esempio Matteo 25,40: «Lo avete fatto a me», che costituiva il grande monito di Madre Teresa di Calcutta, come sentii con le mie stesse orecchie...
Carlo Maria Martini sul Corriere del 26.07.09