«Ascolto le sue ragioni e sento soltanto il suo risentimento. Ma non ho mai trovato un'oncia di verità nell'amarezza. Non vi ho mai sentito che la miseria di un amor proprio deluso. Riconosco lo splendore del vero soltanto nella gioia e in quella coscienza di noi stessi che l'accompagna sempre, la coscienza radiosa di non essere nulla - e allora come avere pretese su qualsiasi cosa, perché intestardirsi in una richiesta che non sa bene quel che vuole e non fa che volerlo? L'amore viene solo per grazia e senza tenere conto alcuno di ciò che siamo. D'altronde, se non fosse così, non verrebbe mai. Stia certa: se scrivo di queste cose, sono lontano dall'esserne degno. Non smetto tuttavia di contemplarle come sulla strada piena d'ombra guardiamo all'orizzonte le montagne dove nemmeno oggi riusciremo ad arrivare».

Christian Bobin, Il distacco dal mondo, 23.25