A scuola i bambini giocano allo spaccio
In una elementare bustine «originali», accendini portati da casa e gomme sbriciolate per fare la polvere
Lo facevano perfino meglio degli adulti, che senza saperlo, o non volendo vedere, glielo avevano insegnato. Quarta classe di una scuola elementare: tiri tu o tiro io che giochiamo alla droga? Simulazione di spaccio di cocaina, confezionata con i reali arnesi del mestiere e una certa maestria. Una pellicola di cellophane, di quelle per contenere gli alimenti da frigo, e un accendino per sigillare, dosando il giusto la fiamma. Falsa era solo la polvere bianca, una gomma per cancellare sbriciolata e infilata nel cellophane. All'intervallo, i bimbi si riunivano: chi vendeva, chi comprava, chi offriva sconti.
Le indagini sono state completate, la scuola ha preso provvedimenti. «Darete la colpa a noi, direte che non abbiamo visto, non ci siamo accorti», si piange addosso una maestra. L'allarme l'ha dato una mamma. Un giorno che preparava una torta, in cucina s'è visto il figlioletto inventarsi chimico. Lì, sul tavolo. Le bustine, l'accendino, la gomma... Allora ha domandato, lui ha raccontato che è iniziato per quel compagno, che ha portato la novità, tutti l'hanno prima invidiato, quindi ammirato, infine gli sono andati dietro, cercando di superarlo. Dice un poliziotto, uno che arrestandoli anche quattro volte nell'arco di trent'anni, ha visto ragazzini diventare adolescenti, padri e nonni
In una elementare bustine «originali», accendini portati da casa e gomme sbriciolate per fare la polvere
Lo facevano perfino meglio degli adulti, che senza saperlo, o non volendo vedere, glielo avevano insegnato. Quarta classe di una scuola elementare: tiri tu o tiro io che giochiamo alla droga? Simulazione di spaccio di cocaina, confezionata con i reali arnesi del mestiere e una certa maestria. Una pellicola di cellophane, di quelle per contenere gli alimenti da frigo, e un accendino per sigillare, dosando il giusto la fiamma. Falsa era solo la polvere bianca, una gomma per cancellare sbriciolata e infilata nel cellophane. All'intervallo, i bimbi si riunivano: chi vendeva, chi comprava, chi offriva sconti.
Le indagini sono state completate, la scuola ha preso provvedimenti. «Darete la colpa a noi, direte che non abbiamo visto, non ci siamo accorti», si piange addosso una maestra. L'allarme l'ha dato una mamma. Un giorno che preparava una torta, in cucina s'è visto il figlioletto inventarsi chimico. Lì, sul tavolo. Le bustine, l'accendino, la gomma... Allora ha domandato, lui ha raccontato che è iniziato per quel compagno, che ha portato la novità, tutti l'hanno prima invidiato, quindi ammirato, infine gli sono andati dietro, cercando di superarlo. Dice un poliziotto, uno che arrestandoli anche quattro volte nell'arco di trent'anni, ha visto ragazzini diventare adolescenti, padri e nonni