«Se dovessi dirvi cos'è che più importa per noi che vogliamo credere ad un Cristianesimo che veramente incida sulla vita moderna, vorrei dire che il grande atteggiamento è la vittoria sulla paura. Perché non prego? Perché ho paura di perdere tempo, perché ho paura dell'aridità. Ciò che è chiesto a noi dallo Sposo divino è di essere fedeli nell'attesa di lui che viene. E quel Dio che viene verso di noi. E noi dobbiamo essere preparati ad attenderlo, ma con la convinzione che ci porterà sempre una novità.

La freschezza della Chiesa, è quella di credere nella novità di Dio. La Chiesa di oggi non subisce, per caso, la tentazione della paura? Dio è novità. E quando vedo una Chiesa che ha paura della novità posso sorridere. La Chiesa non sta in piedi perché io sono bravo o non sono bravo. La Chiesa sta in piedi perché ha lo Spirito. L'atteggiamento di chi vuole affrontare la contemplazione nella vita è proprio questa sicurezza in Dio. E questa testimonianza che fa gridare alla nostra fede: «Cristo risorto è la nostra forza!». Ed è per questo che, direi particolarmente oggi, dobbiamo dare l'impressione proprio nella Chiesa stessa, di non volere delle sicurezze. E proprio nel coraggio di non volere sicurezze e di fidarsi non dell'organizzazione, non della mia - direi - preghiera di ieri, ma di gettarmi con grande fiducia nel potere di Cristo risorto, nell'azione dello Spirito Santo in me che mi abita e nella fiducia infinita in un Padre che mi dà la vita, in questo trovo la mia pace e quindi la mia contemplazione».

Carlo Carretto, Ogni giorno, 4 gennaio