Milano, l'allarme sui Navigli
"I pusher padroni della notte"
Non c'è bisogno di amici fidati e vicoli bui per trovare la cocaina, basta avere pazienza fino all'ora di chiusura della miriade di bar e ristoranti, fino a quando le famiglie con i passeggini non lasciano il posto al popolo della notte. Le saracinesche vanno giù e comincia un altro commercio: sfrontato, sfrontatissimo. I ragazzi africani che occupano per tutta la sua lunghezza viale Gorizia e gli imbocchi dei due Navigli ostentano la loro presenza. Certi dell'impunità
Tra l'una e le due il cambio della guardia è completato. Dopo che i pakistani con le loro bancarelle abusive di cianfrusaglie sono andati via, si materializzano loro. Tra i trenta e i quaranta ogni notte, vestiti all'ultima moda hip-hop, ordinati in vedette e venditori. Una non stop fino all'alba, senza bisogno di nascondersi. Una rete di vendita che copre i cinquecento metri di strada che nei fine settimana, e ogni giorno in estate, sono una delle zone più frequentate della città. Benvenuti sui Navigli, la nuova centrale dello spaccio milanese. Dove non c'è bisogno di amici fidati e vicoli bui per trovare la cocaina, basta avere pazienza fino all'ora di chiusura della miriade di bar e ristoranti, fino a quando le famiglie con i passeggini lasciano il posto al popolo della notte.
Le saracinesche vanno giù, e inizia un altro commercio: sfrontato. Le decine di ragazzi africani che occupano per tutta la sua lunghezza viale Gorizia e gli imbocchi dei due Navigli, proprio di fronte alla Darsena, ostentano la loro presenza certi dell'impunità, in quell'area che nell'immaginario collettivo è "un monumento vivente" e per l'amministrazione culturale è un "patrimonio culturale da valorizzare". In tre sere consecutive di osservazione, soltanto una volta è passata una pattuglia della polizia. Un unico giro, senza fermarsi, che ha avuto l'effetto di interrompere per mezz'ora la vendita e mettere in moto la perfetta organizzazione dei nuovi padroni dei Navigli. Grazie alla rete delle sentinelle, quando passa la Volante non c'è più nessuno.
Le sagome nere, che fino a un attimo prima proponevano ai passanti "una busta per 50 euro, coca buona", di colpo scompaiono. I pusher, impostati come promoter finanziari, che offrivano "quello che vuoi, tu chiedi e io trovo", scendono veloci le scalette che portano alle sponde dei canali, si infilano in vie laterali dove la luce è poca. Passata l'auto bianca e azzurra ricomincia il carosello delle dosi, delle auto accostate e del passaggio di contanti. Questa sera sui Navigli si apre la stagione estiva, con la partenza di un'isola pedonale (...) Perché è questa l'ipotesi più solida: dai quartieri dove il pugno di ferro di governo e Comune ha posizionato l'esercito, gli spacciatori si sono trasferiti qui. Seguendo una logica folle quanto vincente: niente è più invisibile di quello che è in vista. O, forse, di quello che non si vuole vedere. (...) "Hai bisogno di qualcosa?", chiedono facendosi avanti. Fermano anche le coppiette: "Tutto a posto?", con il tono pacato di chi è abituato a trattare con clienti su di giri. Al rifiuto rispondono con un sorriso. Insistono finché hanno speranze, ma tanto sanno che per un cliente perso altri ne arrivano: sui Navigli lavorano solo loro, li occupano spanna a spanna. Quando il camion della pulizia strade si avvicina insultano l'autista, cercano di allontanarlo. Con quelle luci gli rovina la piazza. Forse il getto d'acqua che spazza i marciapiedi rischia di inzuppare la droga nascosta da qualche parte. "Cambiano. Fino a qualche tempo fa c'erano spacciatori più rissosi, bevuti o fatti e ogni notte erano urla. Ora questi sono più tranquilli, stanno lì sfrontati, lavorano e quasi non li senti", racconta un ragazzo che ha una finestra privilegiata sullo struscio degli spacciatori. "E certo, perché questi sono commercianti veri, zero casino vuol dire niente pattuglie chiamate da chi vuole dormire", aggiunge il vicino. (...) Sono quasi le sette quando arriva il nuovo cambio della guardia. Arrivano i baristi a tirare su le saracinesche, gli spacciatori vanno a dormire.
"I pusher padroni della notte"
Non c'è bisogno di amici fidati e vicoli bui per trovare la cocaina, basta avere pazienza fino all'ora di chiusura della miriade di bar e ristoranti, fino a quando le famiglie con i passeggini non lasciano il posto al popolo della notte. Le saracinesche vanno giù e comincia un altro commercio: sfrontato, sfrontatissimo. I ragazzi africani che occupano per tutta la sua lunghezza viale Gorizia e gli imbocchi dei due Navigli ostentano la loro presenza. Certi dell'impunità
Tra l'una e le due il cambio della guardia è completato. Dopo che i pakistani con le loro bancarelle abusive di cianfrusaglie sono andati via, si materializzano loro. Tra i trenta e i quaranta ogni notte, vestiti all'ultima moda hip-hop, ordinati in vedette e venditori. Una non stop fino all'alba, senza bisogno di nascondersi. Una rete di vendita che copre i cinquecento metri di strada che nei fine settimana, e ogni giorno in estate, sono una delle zone più frequentate della città. Benvenuti sui Navigli, la nuova centrale dello spaccio milanese. Dove non c'è bisogno di amici fidati e vicoli bui per trovare la cocaina, basta avere pazienza fino all'ora di chiusura della miriade di bar e ristoranti, fino a quando le famiglie con i passeggini lasciano il posto al popolo della notte.
Le saracinesche vanno giù, e inizia un altro commercio: sfrontato. Le decine di ragazzi africani che occupano per tutta la sua lunghezza viale Gorizia e gli imbocchi dei due Navigli, proprio di fronte alla Darsena, ostentano la loro presenza certi dell'impunità, in quell'area che nell'immaginario collettivo è "un monumento vivente" e per l'amministrazione culturale è un "patrimonio culturale da valorizzare". In tre sere consecutive di osservazione, soltanto una volta è passata una pattuglia della polizia. Un unico giro, senza fermarsi, che ha avuto l'effetto di interrompere per mezz'ora la vendita e mettere in moto la perfetta organizzazione dei nuovi padroni dei Navigli. Grazie alla rete delle sentinelle, quando passa la Volante non c'è più nessuno.
Le sagome nere, che fino a un attimo prima proponevano ai passanti "una busta per 50 euro, coca buona", di colpo scompaiono. I pusher, impostati come promoter finanziari, che offrivano "quello che vuoi, tu chiedi e io trovo", scendono veloci le scalette che portano alle sponde dei canali, si infilano in vie laterali dove la luce è poca. Passata l'auto bianca e azzurra ricomincia il carosello delle dosi, delle auto accostate e del passaggio di contanti. Questa sera sui Navigli si apre la stagione estiva, con la partenza di un'isola pedonale (...) Perché è questa l'ipotesi più solida: dai quartieri dove il pugno di ferro di governo e Comune ha posizionato l'esercito, gli spacciatori si sono trasferiti qui. Seguendo una logica folle quanto vincente: niente è più invisibile di quello che è in vista. O, forse, di quello che non si vuole vedere. (...) "Hai bisogno di qualcosa?", chiedono facendosi avanti. Fermano anche le coppiette: "Tutto a posto?", con il tono pacato di chi è abituato a trattare con clienti su di giri. Al rifiuto rispondono con un sorriso. Insistono finché hanno speranze, ma tanto sanno che per un cliente perso altri ne arrivano: sui Navigli lavorano solo loro, li occupano spanna a spanna. Quando il camion della pulizia strade si avvicina insultano l'autista, cercano di allontanarlo. Con quelle luci gli rovina la piazza. Forse il getto d'acqua che spazza i marciapiedi rischia di inzuppare la droga nascosta da qualche parte. "Cambiano. Fino a qualche tempo fa c'erano spacciatori più rissosi, bevuti o fatti e ogni notte erano urla. Ora questi sono più tranquilli, stanno lì sfrontati, lavorano e quasi non li senti", racconta un ragazzo che ha una finestra privilegiata sullo struscio degli spacciatori. "E certo, perché questi sono commercianti veri, zero casino vuol dire niente pattuglie chiamate da chi vuole dormire", aggiunge il vicino. (...) Sono quasi le sette quando arriva il nuovo cambio della guardia. Arrivano i baristi a tirare su le saracinesche, gli spacciatori vanno a dormire.