Berlusconi: Milano come l' Africa la Curia: brutta frase, no alla paura

Troppi stranieri sotto la Madonnina, sembra di stare a Nairobi: «Inaccettabile». Parola di Silvio Berlusconi. «Non posso accettare - scandisce il premier al Palaghiaccio - che quando circoliamo nelle nostre città ci sembra di essere, e mi è capitato nel centro di Milano, in una città africana e non una città europea per il numero di stranieri che ci sono». La frase choc chiude la campagna elettorale del centrodestra per le Provinciali. Sul palco, ai due lati del Cavaliere, ci sono Umberto Bossi e il candidato presidente Guido Podestà, quello che il Senatùr aveva definito «uno poco conosciuto». Ma non è il leader della Lega a sbraitare contro il melting pot: «C'è chi vuole una società multietnica e multicolore - ribadisce il presidente del Consiglio tra gli applausi di una sala gremita solo a metà - ma noi non siamo certo tra questi». Dalla Curia arriva subito un commento severo e preoccupato. È di don Giancarlo Quadri, responsabile della Pastorale migranti: quella del capo del governo è «una brutta battuta di questa fase finale della campagna elettorale». Brutta, e anche un po' ignorante: «Sono ben contento della multietnicità di Milano - prosegue don Quadri - sono milanese e amo la città quanto e più del signor Berlusconi; ho studiato la storia della mia città nel corso dei secoli, una città che è diventata grande e ricca grazie alla presenza di genti diverse, e che ha sempre saputo accogliere come ricchezza i tanti popoli diversi passati nel suo territorio». Conclusione: «La presenza degli stranieri è un grande privilegio e un vantaggio per il futuro, non bisogna averne paura: a noi della Curia la città piace così e continueremo ad accoglierli». (...)