Il Vangelo non è un programa politico. Ma può ispirare la politica e i politici

"... Straniero e mi avete ospitato"

da Famiglia Cristiana, Lettere al padre

Bisogna avere la forza di dire che il giusto e il vero non si stabiliscono con sondaggi o con la conta dei voti. Ci sono dei livelli minimi di moralità che non possono essere ignorati.

Innanzitutto, mi permetta di ringraziarla perché Famiglia Cristiana è ormai l'unico giornale che sa essere critico verso ciò che non risponde alle linee del Vangelo. Da tempo avete dimostrato il coraggio di mettervi contro chi sa solo cavalcare e alimentare le paure della gente. Mi riferisco a quelle leggi che ci stanno facendo scivolare verso uno Stato xenofobo, nel completo disinteresse degli italiani, che ormai non si scandalizzano più di nulla.

Le scrivo, tuttavia, per esprimere la mia opinione su alcuni atteggiamenti della Chiesa. Sono molto sollevato che, finalmente, persone come monsignor Marchetto abbiano parlato con chiarezza e fuori dai denti sui temi dell'immigrazione. Devo, però, constatare un silenzio più generale della gerarchia che, in nome della salvaguardia di comuni princìpi cristiani, appoggia chi ci governa. Ma io mi indigno contro chi usa la Chiesa per i propri fini e poi approva leggi che fanno a pugni col Vangelo. Cito solo l'invito disatteso: «ero straniero e mi avete ospitato».

Nonostante sia rincuorato da alcuni recenti interventi della Conferenza episcopale italiana (Cei) a difesa degli immigrati, noto ancora una generale freddezza delle Chiese locali. Vivo in Lombardia (in provincia di Bergamo), e salvo alcuni interventi del cardinale Tettamanzi, nessun altro vescovo è intervenuto pubblicamente su provvedimenti poco rispettosi di un essere umano. Ho l'impressione che siano più tutelati gli animali che gli immigrati.

Nelle chiese non sento mai una predica sul rispetto che il Vangelo esige verso le persone e gli stranieri: nella Bibbia lo straniero era immagine di Dio, che passava nella propria vita; ora sento solo omelie apatiche e incapaci di sferzare le coscienze dei cristiani.

So di rivolgere le mie parole a un giornale che ha sempre dimostrato grande sensibilità su questi temi. Ma le scrivo anche con tanta amarezza nel cuore, perché non vedo una soluzione al crescente imbarbarimento della società, di cui la politica non è altro che lo specchio. A volte, penso che debba avvenire una qualche catastrofe per farci rinsavire e ricordare quando i poveracci eravamo noi. Italiani brava gente? Non direi proprio! Con sconforto.


Massimo



Caro Massimo, in quanto cristiano tu condividi e ti riconosci nelle posizioni di Famiglia Cristiana in merito all'immigrazione. Il tuo plauso