«Io ho avuto la ventura di vivere a cavallo di due epoche.

Ho conosciuto l'Africa di papà e poi l'Africa delle Repubbliche democratiche e popolari.

Ho conosciuto la pista in cammello e poi ho visto i grandi petrolieri trasformare il deserto in una Babele di soldi e di brut¬tezze.

Ho avuto ancora il tempo di sentire i moralisti tradizionali ante-Concilio affermare che si potevano compiere centinaia di peccati mortali trascurando le fisse rubriche della liturgia in latino, e mi sono trovato a veder celebrare la messa senza paramenti, senza calice e con un fazzoletto rosso al collo.

Sì, ne ho viste di cose! Ho visto il passaggio! Il cambiamento di costume! I tempi nuovi!

Ma ho visto anche il Concilio!

Per me quella immensa assise di vescovi attorno a papa Giovanni e a papa Paolo è stata la più grande prova della presenza dello Spirito nella Chiesa cattolica di oggi.

Nessun'altra Chiesa è stata capace di fare altrettanto!

È stato come il ritorno alla Gerusalemme del primo Concilio, con Giovanni, Giacomo, Pietro, Andrea.

E stata la pietra angolare su cui costruire il domani, la pietra miliare da cui ripartire per camminare sulle strade del mondo di oggi.

Sì, lo dobbiamo affermare. C'è un cambiamento radicale e c'è una stabilità più radicale ancora.

Il cambiamento è nella cultura e nel costume, la stabilità ènella fede.

Il cambiamento è nel mondo che si ritrova ancora una volta pagano, la stabilità nella Chiesa che si risente pronta a ripetere l'annuncio della Salvezza. Siamo come al principio. Siamo come i primi cristiani».

fr. Carlo Carretto, Ogni giorno, 12 gennaio