Cei taglia 20% delle spese correnti

Si fanno sentire le conseguenza del calo percentuale delle firme dell'otto per mille destinato alla Chiesa cattolica italiana

di Giacomo Galeazzi

Calano di quasi 4  punti, dall'89,82% del 2008 al 86,02% del 2009, i fondi assegnati alla Cei da parte dello Stato in base alla ripartizione dell'8xmille.  Dai 1002,5 milioni di euro del 2008 (che facevano riferimento alle  dichiarazioni del 2005 relative ai redditi del 2004) si passa ai 967,5 milioni di euro del 2009 (che fanno riferimento alle dichiarazioni del 2006 relative ai redditi del 2005). Per l'esattezza, nel 2009 la Cei  ha percepito 913,2 milioni versati dallo Stato come «anticipo», e 54,3 milioni di euro di «conguaglio per le somme dell'anno 2006». È quanto segnala l'agenzia di stampa di informazione religiosa «Adista».  La relazione sull'otto per mille - dal titolo «Presentazione e approvazione della ripartizione e assegnazione delle somme derivanti dall'8 per mille; per l'anno 2009» - è stata curata dal segretario generale Cei, mons. Mariano Crociata, e presentata per l'approvazione all'ultima Assemblea Generale dei vescovi italiani. Ad aggravare ulteriormente un 2009 che per la Cei «rappresenta il punto minimo delle entrare dell'ultimo triennio», la relazione preparata da mons. Crociata aggiunge che «quest'anno, in conseguenza della crisi dei mercati finanziari, potremo attingere dall'avanzo di gestione dell'esercizio 2008 le sole risorse necessarie a sostenere la carità del papa e gli aiuti alle Chiese dell'Europa orientale (11 milioni di euro)» mentre l'anno precedente «era stato possibile integrare la ripartizione con ben 21 milioni di euro». In altre parole, se nel 2008 la Cei aveva chiuso in attivo e, a  fine anno, aveva potuto 'rimpolparè alcuni capitoli di bilancio con fondi aggiuntivi, quest'anno la situazione è assai più delicata. Insomma, le prospettive per il futuro non sono rosee: «Da ciò - spiega infatti la Cei - deriva che potremo aspettarci aumenti significativi dei flussi dell'8 per mille solo in presenza di incrementi del gettito fiscale e dal contestuale mantenimento della percentuale delle firme a favore della Chiesa cattolica». Un fatto, quest'ultimo, che alla luce degli ultimi dati non sembra probabile. La tendenza al calo delle firme a favore della Chiesa negli ultimi anni era infatti già nota, ora la conferma ulteriore. Un dato che preoccupa non poco le gerarchie ecclesiastiche visto che proprio a partire dalla metà degli anni 2000 i vescovi sono stati coinvolti in vicende pubbliche che hanno suscito dibattito ampi e importanti ma spesso aspri. Insomma il coinvolgimento pubblico della Chiesa sembra aver  avuto dei riflessi anche sull'otto per mille, anche se saranno poi i dati dei prossimi anni a dimostrare o smentire una tendenza di questo genere. Le conseguenze della diminuzione di fondi sono immediate: si va infatti verso un taglio di circa il 20% alle spese correnti degli uffici della Cei e al «Fondo per la catechesi e l'educazione cristiana».



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